Atuttapagina.it

Delibere su urbanistica, le associazioni di Frosinone: “Ha vinto il no allo scempio sulle Terme romane”

Consiglio comunale«Il sindaco e la giunta sono stati costretti a ritirare il provvedimento di cementificazione delle Terme dalla mobilitazione delle associazioni e dei cittadini, che consapevolmente uniti hanno alzato la voce e la protesta per una città diversa. Non si può non nascondere una grossa dose di soddisfazione nell’aver constatato che lo spirito del cittadino volsco fa sempre più breccia negli animi dei frusinati. Quello spirito che lunedì ha mosso centinaia di cittadini del capoluogo e che ha coinvolto i tanti altri che hanno manifestato la loro solidarietà e vicinanza alla battaglia, specialmente tramite i social network. Tutti uniti nel dire un deciso “no” allo scempio sull’area delle Terme che questa amministrazione sta cercando in tutti i modi di confezionare. E no è stato». Lo scrivono in un comunicato le associazioni dei cittadini di Frosinone che si sono date appuntamento per assistere alla seduta del Consiglio comunale concluso con il ritiro delle delibere sull’urbanistica.
«Un “no” – proseguono i comitati – che è risuonato all’interno della sala consiliare come un boato tellurico, che ha intontito tutta la maggioranza ad eccezione della compagine “Frosinone nel Cuore”, che, per bocca del suo capogruppo Marco Ferrara, chiedeva il rinvio delle pratiche urbanistiche “incriminate” per un migliore approfondimento. Dall’altra parte una minoranza che, pur convinta delle ragioni contro l’edificazione, mentre assisteva ad una bagarre senza precedenti durante l’assise, non ha sferrato l’attacco decisivo ad una politica che negli ultimi anni è stata caratterizzata da un ruolo subalterno e servile ai poteri forti. Infatti, il vicesindaco Trina, sopraggiunto in ritardo e visibilmente teso, con una forzatura procedimentale ritirava tout court tutte le pratiche urbanistiche, compresa, ovviamente, quella delle Terme, quando invece c’erano tutte le condizioni per un’ampia discussione e per, probabilmente, una sonora bocciatura della cementificazione».
Le associazioni affermano: «Ancora una battaglia vinta, quindi. Ce ne saranno di prossime? Perché si insiste con testardaggine per l’approvazione della delibera? Perché ci si sfila dal confronto con le associazioni? Perché non si opera per restituire alla città ciò che è proprio, che viene fuori dalle proprie viscere e che i cittadini la vivono come espressione di cultura gioia e bellezza?».
I comitati dei cittadini di Frosinone proseguono: «Un risultato, quindi, tutto da attribuire all’impegno e all’abnegazione delle associazioni, svolto con certosina pazienza e con dovuta conoscenza, che ha consentito, tramite contatti e iniziative, sia una forte partecipazione alla protesta ma anche e soprattutto che motivazioni storiche e culturali abbiano prevalso sulla cementificazione. Ragioni, queste, che hanno convinto tanti consiglieri che le hanno fatte proprie e sostenute in sede di Consiglio. A loro va il riconoscimento e l’apprezzamento delle associazioni e dei cittadini. Una ritrovata condivisione collettiva, vasta e unitaria della difesa della cultura di una città abbandonata sulle onde di una falsa modernità. Un approccio ad un’urbanistica democratica e partecipata che contrastava con quegli interessi tutti privati che il Consiglio rischiava di approvare. Un modus operandi che sarebbe ora che anche i consiglieri adottassero».
«Il sindaco è avvertito. L’unica strada che gli sarà concessa sarà quella del ritiro definitivo della pratica, l’acquisizione dell’area e la realizzazione del Parco archeologico annesso alla Villa Comunale. Nulla di eccezionale d’altronde, solo l’attuazione del suo programma elettorale», concludono le associazioni.

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni