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I consiglieri di opposizione di Ferentino: “Acea va cacciata senza indugio”

Ferentino Consiglio comunale«E’ stata persa un’occasione d’oro dalla maggioranza dei Pompeo, Riggi & co. nel Consiglio comunale odierno di tutelare la città nei confronti dell'”impositore” Acea Ato5. E’ stato respinto il nostro Ordine del Giorno in un’assise civica caratterizzata da molte assenze tra i banchi della maggioranza e tenuta sempre sul filo del numero legale». Lo affermano i consiglieri d’opposizione di Ferentino Maurizio Berretta, Marco Maddalena e Gianni Bernardini.
La maggioranza ha respinto le istanze presentate dai tre consiglieri e nello specifico:
a) emissione di un’ordinanza del sindaco che vieta l’asportazione dei contatori ad utenze di persone “fragili” o che abbiano contenziosi con Acea;
b) diffida a non richiedere ai cittadini le somme pregresse 2006/2011;
c) ottenimento da Acea del pagamento degli oneri di concessione arretrati pari a 1,8 milioni di euro;
d) istituzione di un tavolo comunale con i comitati di difesa e le associazioni di categoria;
e) richiesta di convocazione urgente dell’assemblea dei sindaci che abbia come unico ordine del giorno la risoluzione per colpa della convenzione di gestione sottoscritta con Acea Ato5.
«E’ chiaro – affermano Berretta, Maddalena e Bernardini – che tutta l’assise sia favorevole a questo tipo di “allegra” gestione: hanno votato un o.d.g. su Acea fatto di proclami e fumoso, che nei contenuti sembra quasi chiedere scusa ad Acea Ato5. Sia chiaro, continueremo la nostra azione politica contro questo modo di gestione dell’acqua pubblica, tenteremo in ogni modo di far prendere coscienza ai nostri colleghi consiglieri di quanto Acea stia danneggiando l’utenza ed il territorio».
«Dal 2004 al 2013 a Ferentino – proseguono i tre consiglieri d’opposizione – Acea avrebbe dovuto realizzare investimenti per 5.051.000 euro, avrebbe dovuto fatturare al massimo 11.300.000 euro di bollette; invece le è stato consentito di fatturare 16.100.000 euro. Pompeo ha fatto approvare per la sua città un Piano di Investimenti di 1.098.000 euro per il prossimo triennio, invece dei 2.823.000 euro, dei quali per la depurazione non vi è un solo centesimo».
«La nostra città non può più attendere: con una rete idrica obsoleta dalla quale si perde il 76% di acqua, con una rete fognaria limitata che ha bisogno di manutenzione ed estensione, per le bollette esose, per i disservizi continui, Acea Ato5 va cacciata senza ulteriore indugio», concludono Berretta, Maddalena e Bernardini.

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