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Terme romane, l’Osservatorio Peppino Impastato: “La storia di Frosinone asfaltata e cementificata”

Terme romane«Corsi e ricorsi storici. La tirannia dei signori del cemento non è cosa di oggi a Frosinone. Mai dittatura fu più longeva e devastante per un ordinato e moderno sviluppo urbanistico, per la crescita sociale, culturale ed economica della città. La spietata legge edificatoria, le ineluttabili ragioni della speculazione edilizia e finanziaria hanno divorato tutto, già da pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando di Frosinone non era rimasto che qualche mozzicone di muro fumante. Da allora gli Unni muratori si sono impossessati del nostro territorio». Lo scrive l’associazione “Osservatorio Peppino Impastato”.
«Attraverso amministratori compiacenti – prosegue l’associazione – sono riusciti a far occultare un piano regolatore poco gradito e presentarne un altro a loro più favorevole, per fare di Frosinone uno squallido dormitorio di 120 mila abitanti. Un’espansione abitativa rimasta sulla carta e nei piani degli Unni muratori, ma anche nella carne viva della città. I loro discendenti hanno continuato a cementificare, asfaltare, senza pagare alla collettività la loro smisurata occupazione attraverso gli oneri di urbanizzazione. Il caos urbanistico ancora domina, imponendo ai cittadini le sue regole incivili e barbare, creando condizioni invivibili e disagiate. Le statistiche nazionali lo evidenziano spesso».
«Gli Unni, barbari di ieri e di oggi, hanno insistito nel seppellire, occultare gettandole anche nel fiume, i pericolosi fantasmi del passato che continuavano ad emergere dalla nuda terra. Vestigia dei nostri antenati volsci (necropoli, villaggi) e poi della cultura romana imperiale e repubblicana (anfiteatro, terme) si sono dissolte sotto colate di cemento».
«La storia, la cultura, la memoria, tutto cancellato dalle ragioni del profitto selvaggio, proprio degli affaristi e non di un’imprenditoria moderna. Quando un popolo rimane senza storia e memoria si trasforma in moltitudine informe senza identità. Ecco, dunque, che la battaglia intrapresa da cittadini e associazioni contro l’ennesimo ratto di identità ordito dagli Unni edificatori, supportati dall’amministrazione comunale, deve continuare ed essere vinta».
«L’area di inestimabile valore archeologico che contiene una parte del sito delle Terme Romane – conclude l’Osservatorio Peppino Impastato – non deve soccombere al cemento. E’ una battaglia che esula la difesa del bene storico e culturale pubblico, ma si tinge di colori rivoluzionari. Vincere questa lotta significa non solo salvaguardare un bene pubblico, ma sconfiggere la dittatura che da sempre tiranneggia Frosinone. I tiranni, barbari e gli Unni muratori che da sempre hanno imposto la loro legge alla città devono essere sconfitti per fare del capoluogo una città moderna e progredita. Una tale vittoria sarebbe epocale, rivoluzionaria. Il cittadino volsco, guerriero invincibile, ci chiama a continuare il nostro impegno, in nome della civiltà e della cultura contro la barbarie dominante».

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