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Terme romane, Ottaviani: “Alcuni sono rimasti alle foto degli anni ’60 col pugno chiuso alzato”

Ottaviani LisiSulla questione delle Terme Romane è intervenuto nuovamente il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. «Devo ringraziare i consiglieri comunali, molti cittadini ed alcune associazioni che hanno reso possibile la riflessione prima, e la deliberazione dopo, con cui è stata disposta la riapertura delle Terme Tomane, che erano state sepolte sotto l’asfalto dalle vecchie amministrazioni comunali – ha dichiarato Ottaviani -. Dopo i nostri dubbi, nel 2012 e nel 2013 la Sovrintendenza per i Beni Archeologici e la Direzione regionale hanno risposto all’architetto Noce accertando con il georadar l’assenza di reperti interessanti sulla particella 159, che attualmente risulta edificabile secondo il Prg. Nel 2014 il sottosegretario ai Beni Archeologici ha confermato l’assenza di resti importanti ed ha ricordato come la competenza sui vincoli archeologici, purtroppo, riguardi solo la Sovrintendenza e non i Comuni. Con gli oneri provenienti dalla proposta del privato, invece, il Comune potrà riaprire, almeno in parte, l’area archeologica ove effettivamente insiste l’impianto termale. In democrazia tutti possono avere opinioni diverse sui massimi sistemi, ma sui rilievi cartografici e sugli accertamenti della Sovrintendenza è impossibile mistificare o dichiarare, di norma, il falso. In alcuni casi qualcuno può prendere anche qualche abbaglio, ma quando è in buona fede è ammesso anche l’errore. Discorso diverso riguarda la  posizione palesemente ideologica di qualche associazione, come i notoriamente schierati di “Oltre l’Occidente”, rimasti prigionieri di una loro vecchia fotografia degli anni ’60, quando col pugno levato occupavano l’esterno delle università, perché sui banchi non avevano voglia di studiare. Una verità, però, è contenuta nell’aspirazione del nome dell’associazione. È bene ricordare, infatti, che “Oltre l’Occidente” esiste solo la Grecia di Varoufakis o, peggio ancora, il mare aperto, dove vorrebbero portarci, magari dentro qualche barcone, facendoci fare la stessa fine di quei profughi incolpevoli che oggi, invece, cercano di entrare in Occidente, per l’indigenza a cui sono stati relegati dai loro governanti».

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