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Torna il Festival delle Storie, anteprima ad Isola del Liri

Festival delle StorieTorna il Festival delle Storie e con esso tornano gli eventi culturali che caratterizzeranno l’estate nella provincia di Frosinone.
Il Festival delle Storie, nato nel 2010 da un’idea di Vittorio Macioce e Rachele Brancatisano, porta la cultura nelle piazze, nelle strade, in spazi storici da recuperare per offrire cultura a tutti. Gli incontri si svolgono l’ultima settimana di agosto e sono ambientati nel palcoscenico naturale e culturale della Valle di Comino, immersa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Domani 2 luglio, ad Isola del Liri, ci sarà un’anteprima del Festival delle Storie con tre eventi ad ingresso libero che animeranno l’intera serata. Il titolo dell’anteprima, presentata dal Festival delle Storie e dal Comune di Isola del Liri, è “Innesti che producono ricchezza”: si tratta di una serata dedicata agli incroci culturali.
Si parte alle 19, presso il Chiostro del Castello Boncompagni Viscogliosi, con “Dante e la musica: Liszt e la Commedia”. Quando due forme d’arte universali come la musica e la letteratura si incontrano ne nasce una magia, quasi una droga, della quale non si può più fare a meno. Il pianista Lorenzo Di Bella eseguirà alcuni brani musicali tratti dal repertorio di Franz Liszt e ispirati ad alcuni passi della Divina Commedia: Ballata n. 2 in si minore “Ero e Leandro”, “Dopo una lettura di Dante” dal secondo libro degli Anni di pellegrinaggio – Italia. L’esecuzione sarà preceduta e intervallata da interventi e letture di Massimo Arcangeli che racconterà del grande compositore e pianista Franz Liszt, del suo amore per l’Italia per Dante e la Commedia.
Alle 21, in piazza XX Settembre, Radiolivres incontra Giuseppe Lupo autore di “Atlante immaginario. Nomi e luoghi di una geografia fantasma” (Marsilio). Gli atlanti sono fatti per immaginare mondi, per sognare orizzonti o percepire un altrove spesso sconosciuto. Giuseppe Lupo ci guida all’interno di una mappa dove realtà e irrealtà arrivano a confondersi. Si visitano città, si percorrono luoghi solitari come le periferie metropolitane o i deserti di oriente, si esplorano sogni e utopie, ci si sposta avanti e indietro nel tempo seguendo le grandi narrazioni di Omero, Ariosto, Kafka, Faulkner, Calvino, García Márquez. Passo dopo passo prende forma una geografia che appare e scompare come un fantasma, si intuisce vera anche se non c’è e lascia in chi ascolta, come in chi legge, la sensazione di aver vissuto un’avventura onirica, un viaggio su un simbolico tappeto volante.Pietrangelo Buttafuoco
Si chiude alle 22, in piazza XX Settembre, con “All’incrocio del Mediterraneo”, incontro con Pietrangelo Buttafuoco autore di “Il feroce saracino. La guerra dell’Islam. Il califfo alle porte di Roma” (Bompiani). Più che la scimitarra, la forbice. Questa era la percezione dell’Islam nell’immaginario degli italiani. Le forbici sul fez del Turco napoletano, una delle più fortunate maschere di Totò, la simpatia malandrina del Sarracino cantato da Carosone, o l’alone fiabesco del Saladino della pubblicità Perugina. Da religione residuale l’Islam oggi è diventato l’incubo di tutti; bussa alla porta di ciascuno di noi, insinuandosi nella nostra più privata quotidianità. È una guerra civile all’interno dell’Islam quella che, nel solco delle primavere arabe, dei flussi migratori e del dilagare del terrorismo internazionale, incendia la comunità musulmana. Si chiama fitna ed è la discordia insanabile, una faida che non trova tregua e che trascina nel proprio gorgo tutti. L’Isis cancella coi caterpillar l’antica città di Hatra. Come a Mosul, così a Nimrud. Di duemila anni di storia resta la polvere e una minaccia: la demolizione delle Piramidi in Egitto.

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