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Stadio Casaleno, Forza Italia all’attacco di Marzi e del Pd: “Che fine ha fatto il project?”

Casaleno2Il capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Frosinone, Adriano Piacentini, all’attacco dell’opposizione del Partito Democratico in merito alla vicenda dello stadio Casaleno. Piacentini ha puntato il dito sulla conduzione amministrativa del Comune all’epoca di Marzi e Marini.
«Marzi, come se fosse caduto giù dalla luna e non avesse amministrato lui direttamente per nove anni e altri cinque grazie al suo ex vicesindaco Marini, arriva a chiedere paradossalmente perché la città non abbia ancora uno stadio di Serie A – attacca Piacentini -. Vale la pena ricordargli, anche se sembra inchiostro inutile, che il suo Project financing del 2002 venne effettivamente approvato dal Consiglio comunale, pur con i voti contrari dell’allora minoranza perplessa dai numeri strampalati dell’operazione, ma non andò mai avanti perché il privato non fornì l’asseverazione bancaria in forma pubblicistica, così come previsto dalla legge sulla finanza di progetto. Quel Project, poi, subì la pietra tombale con la barzelletta dei 10 miliardi di lire che Marzi si fece promettere dai suoi amici della Regione come contributo all’operazione; soldi che non solo non sono mai arrivati, ma che addirittura hanno generato un buco di oltre 3 milioni di euro (quasi 6 miliardi delle vecchie lire) sulle casse comunali. Infatti, nel 2006 quell’importo venne speso direttamente dal Comune di Frosinone per l’adeguamento del Matusa alla Serie B con l’anticipazione di cassa comunale, dietro la promessa falsa della Regione di coprire il ricordato finanziamento di 10 miliardi delle vecchie lire. Informalmente, la Regione ci ha fatto sapere che quei soldi non sono mai stati stanziati in bilancio e di qui a breve diventeranno un ulteriore danno erariale, davanti al quale chiederò al sindaco che qualcuno si metta finalmente la mano in tasca. Basta andare su internet per leggere quello che sta succedendo al Comune di Latina, dove il commissario sta chiedendo conto agli amministratori del periodo 2009-2013, dell’importo di circa 2 milioni di euro, speso dalla casa comunale per l’adeguamento del Francioni al posto del concessionario privato, con intuibili responsabilità davanti agli organi giudiziari».
«Marini sotto questo punto di vista – continua Piacentini – ha solo ereditato il pastrocchio di quel Project da Marzi che, peraltro, prevedeva un vantaggio faraonico a favore del privato che, a fronte di uno stadio superiore a 20.000 posti, con 48.000 residenti del capoluogo, avrebbe regalato al proponente volumetrie edilizie sul Matusa di circa 100.000 metri cubi, del valore superiore a 60 milioni di euro, con tanti di quei palazzi tra i quali anche una formica avrebbe avuto difficoltà a fare una passeggiata per trovare un raggio di sole».
«Infine un capitolo a parte, molto serio ed inquietante, bisognerebbe scriverlo per il tifo di bassa bottega portato avanti da qualche esponente politico locale,  che accarezza stranamente il Genio Civile per cercare di bloccare il progetto dell’amministrazione Ottaviani sul nuovo stadio al Casaleno. Per quanto riguarda, quindi, la questione relativa alle richieste di aumento delle palificazioni in cemento nel progetto del nuovo stadio, formulate dal Genio Civile, con ulteriore aggravio di costi ed oggetto di conoscenza anticipata da parte di qualche consigliere comunale del Pd, prima ancora che giungesse richiesta formale al Comune, bisognerebbe fare le opportune verifiche per capire fino a che punto possa spingersi l’ostruzionismo istituzionale con i limiti effettivi verso l’interesse pubblico, rispetto a quelli mentali, alimentati dalla solita tessera di Partito, in grado solo di distruggere o di gufare, ma incapaci di realizzare o programmare. Stiamo andando avanti con il nostro progetto innovativo di collaborazione pubblico-privato per il nuovo stadio Benito Stirpe perché riteniamo che gli sforzi finanziari della società di calcio meritano la doverosa attività complementare del Comune di Frosinone, sia per la tifoseria che per l’immagine dell’intero territorio provinciale», conclude Piacentini.

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