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La ricerca del capro espiatorio non dà risultati, l’unica speranza di salvezza è restare uniti

TifosiPer una volta – spero mi sia perdonato – voglio utilizzare questo mezzo di informazione come un giornalista non dovrebbe mai fare, ovvero parlando in prima persona. E, sempre per una volta, voglio dire la mia da semplice tifoso del Frosinone e non da “addetto ai lavori”.
Senza avere la presunzione di tentare di far cambiare idea a chi non la pensa come me, non mi sono mai piaciuti la ricerca del capro espiatorio, il tiro al piccione, le pubbliche gogne. Che sia Stellone o Longo, nel Frosinone deve sempre esserci un solo colpevole. Le sconfitte, come le vittorie, sono invece figlie di tutti. Indistintamente. E poi se un calciatore scende in campo vuol dire che prima c’è stato un dirigente che lo ha ingaggiato e in seguito un allenatore che lo ha fatto giocare. In questo momento, però, non è il caso di insultare né il calciatore, né il dirigente e neppure l’allenatore.
A chi giova questo isterismo? Al Frosinone certamente no. Torno a ripetere – e non è piaggeria nei confronti dei tifosi – che se esiste una sola possibilità di salvezza, questa deriva dalla coesione. Un po’ come successo con quella marcia inarrestabile verso la Serie A dopo la partita con l’Entella. Viceversa, prendersela rabbiosamente con questo o quel singolo individuo non porta alcun risultato. E’ il mio pensiero. (Gabriele Margani)

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