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Torna Ferentino è, l’apertura è riservata alla mostra di Antonio Poce

Antonio PoceSingolare apertura di “Ferentino è” con la Mostra di opere intermediali di Antonio Poce. L’attesissima manifestazione, ormai alla sua dodicesima edizione, parte sabato 12 settembre alle 19 presso la Galleria Harpax in viale Guglielmo Marconi. L’invito, quindi, è di visitare la mostra che rimarrà aperta fino a domenica 20 settembre.
“Singolare apertura” perché Antonio Poce, musicista, si presenta con una personale di opere grafiche dal titolo “Ascoltare è immaginare. Forme della composizione intermediale”. La mostra sarà introdotta dal professor Marco Maria Gazzano, docente di Cinema, arti elettroniche e intermediali presso l’Università degli Studi Roma Tre.
Il catalogo della mostra, che si presenta con una veste originalissima, accattivante e con una sottile vena autoironica, è non privo di interventi assai interessanti. Il consueto saggio introduttivo del critico d’arte è stato, infatti, sostituito da una serie di interventi di amici artisti e persone di cultura invitati dallo stesso Poce. Si leggono, quindi, riflessioni di Marcello Carlino, Giuseppe Agostini, Elmerindo Fiore, Giovanni Fontana, Tarcisio Tarquini, Luca Salvadori e Sergio Zuccaro.
Una sequenza di contributi che è aperta dal sindaco Antonio Pompeo: «Soprattutto in tempo di crisi, come quello che stiamo vivendo, è fondamentale promuovere l’Arte in tutte le sue espressioni, perché essa rappresenta un grande ponte con la storia. Una corrispondenza che non è virtuale, ma è molto più concreta di quanto non sembri. In una città come Ferentino è bene tenere in grande considerazione come questa sensibilità ci renda partecipi non soltanto della produzione artistica di oggi, ma espande la nostra coscienza intorno al valore delle opere del nostro passato, mostrandone i significati più profondi, i quali costituiscono i segni della nostra identità e del nostro patrimonio culturale. I monumenti di Ferentino ci parlano proprio di questo: di un grande passato e della levatura intellettuale, morale e tecnica degli uomini che li hanno costruiti. Con essi stabiliamo una continuità culturale e un’analogia di sentimenti che ci portano ad essere quello che siamo oggi: uomini del nostro tempo appassionati della città e convinti che il linguaggio dell’arte sia il più idoneo a superare ogni barriera ideologica e a sviluppare ogni forma di convivenza civile».
In questo autentico “evento di apertura” non mancano le sorprese. Scopriamo che non si tratta semplicemente di una mostra di opere grafiche, ma queste sono espressione di una produzione più ampia che comprende la musica e il video. Da qui la definizione di opere “intermediali”. Nella sua autopresentazione Antonio Poce, infatti, dichiara: «L’Arte è ascolto, memoria che diviene scrittura. La mia è arte intermediale, integrando codici e sistemi in visioni simultanee: discipline diverse riappacificate, come disse Leonardo, in un unico processo creativo».
E’ proprio questo indirizzo estetico, quello “intermediale”, che fa dell’opera di Antonio Poce una punta avanzata della ricerca artistica non soltanto locale e nazionale.

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