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Essere pellegrini nel 2015, l’esperienza di Enzo Cinelli raccontata agli alunni di Veroli

Piccoli pellegrini crescono. Interessante lezione di storia, arte e cultura quella alla quale gli alunni delle classi terze del II Istituto Comprensivo di Veroli, scuola primaria del Giglio, hanno assistito nella mattinata di lunedì. Docente per caso l’estroso Enzo Cinelli, che ha spiegato in maniera semplice ma incisiva agli attenti alunni, con la presenza delle insegnanti Patrizia Mattacola, Rosa e Maria Teresa Fabrizi, Annunziata Capogna, Isabella e Romina Scaccia, Marta Scacchi ed Ilaria Quattrociocchi, con la dirigente professoressa Angela Avarello, il significato dell’essere pellegrino nel XXI secolo e di vivere a Veroli, nella cui Concattedrale riposano le spoglie mortali di Santa Maria Salome, madre degli apostoli San Giacomo Maggiore e Giovanni l’Evangelista.
Coinvolgente il racconto di questo cinquantenne poliziotto per scelta di vita, custode per una felice coincidenza al punto 113 della via Francigena del Sud a Strangolagalli, che accoglie fraternamente e rifocilla gratuitamente i pellegrini – oltre quattrocento quelli censiti dall’estate 2011, di cui oltre cento quelli transitati nel 2015 – nel loro lento cammino a piedi, e qualcuno in bici o con asino al seguito, da Roma ai porti pugliesi di imbarco per la Terra Santa, seguendo le indicazioni della guida di Monica D’Atti e Franco Cinti, edita nel 2011 da Terre di Mezzo.
«Con l’imminente Giubileo indetto da Papa Francesco, questo tracciato ci si augura possa essere usato per i tanti pellegrini del sud Italia e non solo che vogliono raggiungere a piedi Roma da Montecassino o da Veroli – ha sottolineato tra l’altro Cinelli -. Bisogna recuperare il tempo perso, sensibilizzando e coinvolgendo il più possibile enti pubblici, parrocchie e privati, ma anche le scuole, a far crescere e valorizzare la via Romea o via Francigena del Sud in Ciociaria, terra così ricca di storia, arte, spiritualità e con un’innata vocazione all’accoglienza».
Un racconto, quello di Enzo Cinelli, ricco di aneddoti ed esperienze di vita sui propri cammini di fede, che ha affascinato non poco i piccoli uomini e donne di domani. Tante e stimolanti le domande e curiosità che i bambini hanno voluto rivolgere all’appassionato nonno ciociaro che ha fatto dell’accoglienza povera donativa, seguendo lo spirito della Confraternita di San Jacopo de Compostella di Perugia, un vero e proprio stile di vita, riuscendo a coinvolgere nel singolare progetto l’intera famiglia e tanti amici ciociari del cammino. Gli alunni hanno ricevuto a ricordo dell’incontro una cartolina raffigurante l’imponente affresco di Agnes Preszler, simbolo del punto 113 sulla via Francigena del Sud, e hanno salutato il pellegrino con il ben augurante “Buon cammino”, che dal far suo ha risposto con l’immancabile “113 PoSitivamente”.

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