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“Gravi responsabilità dei sindaci sullo sfascio della sanità della provincia”, l’attacco delle associazioni

«Il voto espresso dai sindaci per valutare l’operato del direttore generale della Asl conferma le grandi responsabilità dei primi cittadini di questa provincia sullo sfascio sanitario». E’ la dura presa di posizione di Francesco Notarcola del Coordinamento provinciale della sanità.
«Il Coordinamento provinciale della sanità, sin dall’agosto dello scorso anno ed in tutte le iniziative successive che ha sviluppato, aveva ampiamente dimostrato, con un’analisi scientifica e politica dei documenti regionali, che era evidente l’obiettivo di sfasciare definitivamente la sanità ciociara – attacca Notarcola -. Era chiaro, quindi, il percorso che ne sarebbe scaturito, con la benedizione e l’assenso completo del presidente Zingaretti e dei consiglieri regionali del Pd che hanno sempre difeso a spada tratta, nella provincia e nella commissione regionale della sanità, i contenuti dell’atto aziendale, che a loro dire era rivoluzionario e moderno ed avrebbe portato benefici ed efficienza. Hanno evidenziato totale indifferenza e noncuranza rispetto alle sollecitazioni dei cittadini e delle associazioni. Fu così che, credendo alla befana che portava regali e promesse, nel novembre del 2014 votarono l’atto aziendale. I sindaci della provincia, guidati da quello del capoluogo e da quelli di Cassino, Sora, Anagni, Ceprano e Isola del Liri, approvarono con entusiasmo e convinzione l’atto aziendale da cui deriva lo sfascio che sta sotto gli occhi di tutti e che origina sofferenze e drammi quotidiani per i cittadini. I sindaci rinunciarono, quindi, a difendere il diritto alla salute ed i bisogni sociali della popolazione di questo territorio in nome di interessi ed alleanze che sin da allora erano evidenti, che contrastavano con la situazione drammatica di una provincia costretta al degrado ed alla desolazione dalla loro politica e dai loro comportamenti».
«Ciò detto, si sottolinea che soltanto il voto espresso per valutare l’operato del direttore generale della Asl, che Zingaretti ha giudicato ottimo, non basta – spiega il rappresentante del Coordinamento provinciale della sanità -. Se i sindaci vogliono davvero costruire un progetto per dare a questa provincia una sanità efficiente e di qualità, autonoma da Roma, occorre aprire una fase nuova nella gestione  della cosa pubblica in questa provincia. Una gestione basata sulla correttezza, sulla partecipazione, sulla trasparenza, condivisa con le associazioni e con i cittadini, per ricostruire non solo la sanità ma un tessuto economico, sociale e culturale che elevi la qualità della vita e dia una risposta ai problemi drammatici di povertà e di disagio che vive l’intera provincia».

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