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Il Frosinone e il fattore S: Stellone è l’allenatore ideale di Stirpe

Con l’inizio di questo campionato Roberto Stellone è diventato l’allenatore con il maggior numero di stagioni consecutive sulla panchina del Frosinone. Un record – aggiunto a tanti altri, primo tra tutti quello di aver portato per la prima volta nella storia i giallazzurri in Serie A – che è il frutto della sintonia con il presidente Maurizio Stirpe.
I recenti successi del Frosinone poggiano sul feeling tra i due: uno alla guida ormai da una dozzina d’anni della società, l’altro sul campo ad occuparsi della squadra. Il presidente e l’allenatore sono i veri fuoriclasse del club. Ovviamente l’importanza di Stirpe nelle vittorie giallazzurre è stata ed è fondamentale: si devono agli sforzi, alle intuizioni, all’impegno e alla serietà del patron, oltre naturalmente alla sua passione, i traguardi raggiunti nell’ultimo decennio, con la Serie B conquistata due volte, la permanenza nel torneo cadetto e poi lo storico salto in A. Stellone – gli va riconosciuto – ha fatto ampiamente la sua parte: se oggi del Frosinone si dice che ha nella solidità del gruppo il suo punto di forza, il merito è quasi tutto dell’allenatore.
Insieme Stirpe e Stellone stanno facendo le fortune dei leoni ciociari. E pensare che i due, negli attuali incarichi, si erano ritrovati quasi per caso, con Stellone che rescisse il contratto da calciatore dopo l’amara retrocessione del 2011 e accettò l’incarico di sedere sulla panchina della formazione Berretti. Da allora è stato un susseguirsi di successi, nel settore giovanile prima e in prima squadra poi.
Non si va lontano dalla realtà se si afferma che Stellone è l’allenatore ideale di Stirpe. Roberto non rifugge dalle responsabilità, ha alle spalle un curriculum importante da giocatore, ha un volto che piace ai media e, non da ultimo, è anche sufficientemente aziendalista. Un esempio su tutti: nel mercato di gennaio di due stagioni fa, quando il Frosinone stava lottando con il Perugia e il Lecce per vincere il campionato di Lega Pro, Stellone si recò dalla società e disse chiaramente di non volere rinforzi, oltre il già acquistato Carlini. Il motivo? Secondo lui l’arrivo di nuovi giocatori avrebbe rischiato di compromettere gli equilibri all’interno dello spogliatoio e non voleva correre questo pericolo. Alla fine arrivò il solo Viola, un elemento che di certo in quella squadra non poteva essere considerato un “big” che avrebbe arrecato disturbo ai titolari. Quale altra società ha un allenatore che rifiuta nuovi acquisti?
Insomma, il tecnico ha tutte le caratteristiche per piacere al presidente. E il fattore S, quello composto da Stirpe e Stellone, sta facendo sognare i tifosi. (Gabriele Margani)

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