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Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti la Prefettura: “La legge Fornero va cambiata”

«E’ urgente un intervento strutturale di modifica della legge Fornero che abbassi l’età di accesso alla pensione, reintroducendo una vera flessibilità in uscita e intervenendo sui lavoratori precoci. Ciò anche per favorire il turnover, quindi per incrementare l’occupazione giovanile. Va, inoltre, varata la salvaguardia per i lavoratori esodati e consentita l’applicazione dell’opzione donna, misure che non necessitano di nuove coperture finanziarie». E’ la rivendicazione fatta da Cgil, Cisl e Uil, che questa mattina si sono date appuntamento davanti la Prefettura di Frosinone per un sit-in.
I tre segretari generali – Anselmo Briganti, Pietro Maceroni e Gabriele Stamegna – si sono ritrovati con tantissimi lavoratori e pensionati per denunciare le contraddizioni della legge Fornero. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il Prefetto Emilia Zarrilli per illustrare le finalità della mobilitazione e per avanzare delle proposte.
«La legge Fornero – hanno spiegato Briganti, Maceroni e Stamegna – ha aggravato la situazione, cancellando la possibilità di accedere al pensionamento tramite il sistema delle quote derivanti dalla combinazione tra età anagrafica e anzianità contributiva, senza tenere conto delle esigenze di riorganizzazione del lavoro e dei sistemi produttivi delle imprese e del lavoro usurante. Le misure in vigore ostacolano la crescita del tasso di attività dei giovani e trasformano centinaia di migliaia di persone ormai prossime alla pensione in casi di assistenza, riproducendo, come sta accadendo, diseconomie, sprechi, disagio economico e sociale».
«Il governo – hanno riferito i tre segretari generali al Prefetto Zarrilli – deve mantenere gli impegni assunti in precedenza dallo Stato, quando si è deciso che alcune categorie di persone andavano salvaguardate dall’aumento repentino e non graduale dei requisiti di pensionamento, per evitare che rimanessero senza alcun reddito».
«Finora le risposte del governo sono state insufficienti ed evasive perché ancora oggi non sono state indicate con chiarezza le soluzioni ai problemi aperti. I nodi da sciogliere con la legge di stabilità saranno molti e mettendo tutto nello stesso calderone il governo ha finito per alimentare nuove preoccupazioni, creando incertezza sull’utilizzo delle risorse già individuate nel Fondo per gli esodati per scopi diversi rispetto a quelli che le stesse leggi dello Stato, in passato, hanno ritenuto di voler tutelare», hanno concluso Cgil, Cisl e Uil.

Cgil Cisl Uil1

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