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Tante buone individualità, ma la forza del Frosinone è il gruppo

Ormai non è più un segreto per chiunque abbia avuto modo di assistere almeno una volta dal vivo ad una partita o ad un allenamento del Frosinone. Da almeno tre stagioni la vera arma in più della squadra giallazzurra è il gruppo. Roberto Stellone, giovane ma già saggio allenatore, è riuscito a plasmare uno spogliatoio che fa dell’unità la sua caratteristica principale. E’ con la forza del gruppo che è stata conquistata la promozione in Serie A nella passata stagione e lo stesso fattore è stato determinante anche l’anno precedente, in Lega Pro, quando la squadra si ritrovò alla vigilia dei play-off dopo aver smaltito la delusione per la mancata vittoria nella stagione regolare.
Oggi il Frosinone è una compagine formata da tanti giocatori affiatati, molti dei quali hanno condiviso le gioie dei successi negli anni passati. Gli altri, i nuovi arrivati, si sono integrati alla perfezione. Gente come Diakité, Rosi o Leali sembra giochi da una vita nel Frosinone e, invece, sono passate appena otto giornate di campionato dal loro arrivo in Ciociaria. Il Frosinone ha una serie di buone individualità – Dionisi, Soddimo, Gucher, Daniel Ciofani, lo stesso Diakité – ma è la compattezza granitica dello spogliatoio a fare la differenza. E quando si ha voglia di sacrificarsi, di correre per un compagno in difficoltà e di privilegiare la squadra rispetto ai propri interessi, allora ecco che arrivano risultati come quelli recenti. E’ con il gruppo che il Frosinone può raggiungere la sua salvezza. (Gabriele Margani)

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