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Trevi nel Lazio celebra i 40 anni di Horcynus Orca, il romanzo capolavoro di Stefano D’Arrigo

Horcynus Orca compie quaranta anni. La monumentale opera letteraria di Stefano D’Arrigo (1919-1992), tra i più grandi romanzi della letteratura italiana contemporanea, sarà al centro di un convegno dal titolo “La montagna rovesciata nel mare di D’Arrigo”, che si terrà il 9 e il 10 ottobre prossimi ad Arcinazzo romano e a Trevi nel Lazio, presso l’Hotel San Giorgio e il Castello Caetani. L’evento, organizzato dal Comune e dal sindaco di Trevi Silvio Grazioli e curato da Tarcisio Tarquini, celebra il quarantennale dell’opera (Mondadori, 1975) in quegli stessi luoghi in cui il suo autore soggiornò più volte, per lunghi periodi, negli anni ’60.
La stesura del libro, infatti, impegnò D’Arrigo in un lavoro di oltre venti anni, che egli svolse in parte proprio presso gli Altipiani di Arcinazzo, dedicando anima e corpo a una creatura che, ancora durante la correzione delle bozze, continuava a crescere, assumendo dimensioni smisurate di oltre 1.200 pagine.
In programma, nella due giorni di analisi, interviste e letture, gli interventi e i contributi di studiosi, poeti e musicisti che daranno nuova linfa al confronto e alla ricerca sul caso editoriale che fu Horcynus Orca. Presenti anche giovani studenti delle scuole superiori, principali destinatari di una nuova fase di dibattito sull’eredità e sulla sostanza di un capolavoro che il critico Raffaele Manica definisce «l’ultima testimonianza sulla infinita ricchezza della lingua italiana». Un romanzo di mare, epico, un mito moderno scritto in una lingua unica capace di richiamare immagini e temi cari a Joyce, Melville, Omero. Tra gli ospiti del convegno il filologo e critico letterario Gualberto Alvino, il poeta e performer Giovanni Fontana, i docenti universitari Siriana Sgavicchia e Raffaele Manica, il giornalista e scrittore Davide Orecchio e, infine, Walter Pedullà, già presidente Rai e tra i maggiori conoscitori di D’Arrigo e della sua opera. Sarà presente, inoltre, l’ingegnere Maurizio Acri, nipote ed erede unico dello scrittore siciliano. Gli interventi musicali saranno a cura di Enio Marfoli e Federica Simonelli.
Il quarantennale di Horcynus Orca, peraltro, coincide con l’uscita dell’edizione tedesca del volume, curata dal letterato e traduttore Moshe Kahn, anch’egli ospite del convegno, che ha dedicato ben otto anni alla trasposizione in tedesco di un libro da molti ritenuto intraducibile per le particolarità del linguaggio, per i numerosi neologismi, per l’uso del vocabolario dialettale, per la ricercata sperimentazione espressiva. Una lingua che Primo Levi ebbe ad elogiare definendola «inimitabile».
Un evento da seguire con attenzione, dunque, che si chiuderà sabato 10 ottobre alle 18 presso la collegiata di Santa Maria Assunta di Trevi nel Lazio, con il concerto per organo del M° Luca Salvadori, che trasformerà in musica le immagini e le visioni del romanzo di D’Arrigo.

Stefano D'Arrigo1

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