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Appropriazione indebita e truffa, ecco le accuse all’ex abate di Montecassino

Appropriazione indebita e truffa, queste le gravissime ipotesi di reato nei confronti dell’ex abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli. Secondo la Procura di Roma il denaro destinato a finalità di culto e a opere caritatevoli sarebbe finito, invece, nelle tasche di Vittorelli. Per questo motivo la Guardia di Finanza, su disposizione del gip Vilma Passamonti, gli ha sequestrato più di 500 mila euro. La stessa somma di cui il prelato si sarebbe impossessato prelevandola dai conti della storica Abbazia benedettina, ai quali, secondo i pm, aveva accesso illimitato. Soldi che Vittorelli avrebbe riciclato in varie tranche attraverso i conti gestiti dal fratello Massimo (anche lui indagato), intermediario finanziario. Con il denaro che poi sarebbe tornato nella disponibilità dell’ex monaco.
Pietro Vittorelli, 53 anni, fu nominato 191° abate dell’Abbazia da Papa Ratzinger nel 2007 e, proprio come Benedetto XVI, nel 2013 fu costretto a lasciare l’incarico per motivi di salute. Nel 2012 venne colpito da una grave crisi cardiaca che gli comportò anche una lunga degenza e terapia riabilitativa. Già membro del comitato provinciale di bioetica dell’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone (2003), con una laurea in medicina in tasca, l’ex abate dovrà ora difendersi da accuse pesantissime.

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