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Centro anticoagulante, a Frosinone il servizio è nel caos: la denuncia delle associazioni

«Il servizio TAO (Terapia Anticoagulante Orale), una terapia salvavita, è stato efficiente e di qualità fino a quando ne era responsabile il dottor Raffaele Reggio, primario del Centro trasfusionale. Ai primi di novembre è andato in pensione e il Centro TAO è entrato in crisi. Questo rischio era stato ampiamente e ripetutamente fatto presente, nell’estate scorsa, al direttore generale ed a quello sanitario della Asl durante le riunioni del gruppo di lavoro, costituito da medici e da rappresentanti dell’Associazione degli anticoagulati (AIPA), che ha elaborato un progetto per la realizzazione, nel prossimo anno, di Centri antitrombotici eccellenti su tutto il territorio della provincia. Il progetto prevede un protocollo clinico unico, un organico del personale medico ed infermieristico, gli arredamenti e la disponibilità di locali e di parcheggio. Nel momento in cui questo progetto dovrebbe muovere i primi passi verso la realizzazione di quanto in esso previsto, concordato e deliberato dalla Asl, si crea il caos e lo smarrimento». E’ la denuncia fatta da Francesco Notarcola dell’AIPA – Associazione degli anticoagulati.
«Il Centro TAO di Frosinone – prosegue Notarcola – non ha più un responsabile. Viene gestito in collaborazione tra Centro trasfusionale e UOC di ematologia. La presenza di medici ed infermieri viene decisa all’ultimo momento. E’ accaduto ed accade che invece di due infermieri ce ne sia solo uno. Per inviare, tramite fax, 10-15 fogli con le terapie ad altrettanti pazienti si impiegano circa due ore perché la macchina non funziona come prescritto e come dovrebbe. Le copie che si inviano escono nere dalla stampante perché, si dice, è stato acquistato il toner di bassa qualità. Tutte queste piccole cose che dovrebbero essere risolte in un baleno da dirigenti avveduti e capaci si protraggono inspiegabilmente nel tempo creando disagi e difficoltà al personale ed ai pazienti. Ma quali sono le ragioni che impediscono l’affidamento della direzione di questo servizio alla UOC di ematologia, come  proposto dall’Aipa in tutte le sedi competenti?».
«Abbiamo chiesto da mesi – continua Notarcola – la riunione del gruppo di lavoro coordinato dal dottor Bruno Macciocco, a voce e per iscritto, mentre si continua a fare orecchie da mercante e ad assumere decisioni senza informare i pazienti. Eppure gli accordi deliberati dicono il contrario. E’ stata finanche prevista una cabina di regia, mai convocata, per dare avvio alla realizzazione del progetto e per evitare  rischi di crisi e di peggioramento del servizio. Quali sono i motivi che impediscono una discussione seria e proficua?».
«Il commissario, appena arrivato, è molto impegnato a colloquiare con i primari per conoscere tutte le problematiche della nostra sanità. Se vuole noi siamo a sua disposizione. Ma una persona come il commissario Macchitella, impegnato da lustri come dirigente della sanità regionale, non dovrebbe conoscere a menadito pregi e difetti della sanità laziale e, quindi, anche della nostra?», conclude il rappresentante dell’Associazione degli anticoagulati.

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