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Gruppo Ini, il sindacato Ugl: “No a contratti di solidarietà, lavoratori hanno già pagato”

«Non abbiamo sottoscritto, a differenza di altre sigle sindacali, l’accordo di solidarietà, perché, ancora una volta, si chiede ai lavoratori di sostenere sacrifici economici e contributivi, mentre la gestione poco oculata delle strutture accreditate con il Servizio Sanitario Regionale resta impunita». Lo dichiarano in una nota i segretari provinciali dell’Ugl Sanità di Roma e di Frosinone, Gianluca Giuliano e Rosa Roccatani, che, insieme al coordinatore Ugl Sanità Gruppo Ini, Maria Antonietta Campoli, e alla Rsa Ugl Sanità presso Villa Alba, Roberto Montoni, hanno partecipato venerdì all’esame congiunto presso la Regione Lazio.
«Stigmatizziamo – proseguono i sindacalisti – la condotta del Gruppo Ini che, pur avendo ottenuto dalla Ragione il pagamento di una parte dei crediti pregressi, non ha revocato la procedura di licenziamento per 496 lavoratori dichiarati in esubero e da noi fortemente contestata sin dall’inizio».
«Stiamo parlando di lavoratori – continuano – che hanno già subito tre anni di cassa integrazione e due di contratto di solidarietà e che, quindi, hanno già pagato un duro prezzo in nome della crisi finanziaria che ha coinvolto la società. Riteniamo che si stia perpetrando l’ennesimo torto a danno di chi opera in servizi sensibili e, mentre la sanità privata va a picco tra procedure di mobilità e ritardi nelle corresponsioni delle spettanze, la Regione Lazio continua, colpevolmente, a tacere».

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