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La sobrietà di Stirpe tra il folclore e l’isterismo dei presidenti della Serie A

E pensare che c’era qualcuno che non lo voleva in Serie A, vero Lotito? Il calcio italiano, invece, dovrebbe ritenersi fortunato ad avere un presidente dallo spessore umano di Maurizio Stirpe. In un “circo” dove il capo della Federcalcio Tavecchio infila una gaffe dietro l’altra, il consigliere federale e patron della Lazio di cui sopra (Lotito) si distingue per presenzialismo e arroganza, il presidente del Palermo Zamparini cambia allenatori a ogni plenilunio e il numero uno della Sampdoria Ferrero non brilla per sobrietà, Stirpe ha portato classe ed eleganza. Ed equilibrio soprattutto, dote che gli ha permesso di condurre il Frosinone al successo dopo aver superato momenti difficili che pure ci sono stati.
Mai una parola fuori posto, mai un’intervista sopra le righe. Dei modi di fare di Stirpe se ne sono accorte anche le grandi testate nazionali, quelle che spesso hanno visto le bizzarre sortite di altri presidenti di Serie A. Il presidente Stirpe non cerca la ribalta a tutti i costi come capita ad altri.
E questo suo atteggiamento si rispecchia anche nella gestione lungimirante della società e della squadra. Nel giorno in cui proprio la Sampdoria e il Palermo hanno esonerato i rispetti allenatori, nonostante una classifica non certamente allarmante, viene da pensare alla compostezza del patron giallazzurro nel non lasciare che le sue certezze vengano scalfite dopo ogni risultato non positivo. Stirpe sa perfettamente quanto sia importante non buttare via il lavoro di anni: è questo il segreto del Frosinone. (Gabriele Margani)

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