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Nessun dramma dal ko di Firenze, per il Frosinone non cambia l’obiettivo

Calma, un bel respiro e di nuovo concentrati verso l’obiettivo comune a tutte le componenti: società, allenatore, giocatori, tifosi e, perché no, stampa. La sconfitta contro la Fiorentina non ha pregiudicato niente. Era inevitabile, per una neo promossa che mai prima di questa stagione aveva messo piede in Serie A, incappare presto o tardi in una goleada. Il Frosinone l’aveva evitata contro la Roma, la Juventus e la Lazio: le tre “big” affrontate finora. Anzi, contro questi tre avversari, a conti fatti, i giallazzurri possono addirittura avere il rimpianto per qualche punto perso immeritatamente.
Oggi la Fiorentina di Sousa è, insieme al Napoli di Sarri, la squadra che gioca il miglior calcio in Italia. A dirlo sono tantissimi, tra allenatori e giocatori, che hanno affrontato queste due formazioni. Perdere contro i viola ci stava e andava perfino messa in conto una partita il cui risultato sarebbe stato tanto a poco. Magari tra qualche settimana la Fiorentina non avrà più questa brillantezza, ma al momento è una delle compagini più in forma del campionato.
Una sconfitta indolore, dunque, per il Frosinone? E’ ovvio che perdere non fa mai piacere, né è vero che un sonoro schiaffone (leggasi “imbarcata”) faccia bene. No, un passo falso non è assolutamente salutare. Però – e questo è altrettanto vero – a questo punto della stagione quattro gol sul groppone appaiono più sopportabili rispetto al passato. Si pensi solo se una sconfitta di tali proporzioni fosse arrivata allo Juventus Stadium, quando il Frosinone era reduce già da quattro ko consecutivi. Quello sarebbe stato un autentico dramma e una mazzata psicologica difficilmente rimarginabile.
Del resto i piani di Stellone, della sua squadra e della società non cambiano dopo la partita di ieri. Il Frosinone continua a coltivare il sogno della salvezza, che non va data per scontata come qualche tifoso troppo ottimista si è illuso che fosse, con le stesse possibilità di prima. Conquistare la permanenza in Serie A sarà un’impresa, ma si tratterà di un’impresa possibile solo se ciascuno farà la propria parte senza isterismi. Società, allenatore, giocatori, tifosi e stampa. (Gabriele Margani)

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