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Presentato il programma di Culturando alla Saletta: “Frosinone diventi di Serie A anche per la cultura”

Quarta stagione per “Culturando alla Saletta”, presentata sabato mattina all’interno del locale in via Matteotti, a Frosinone. Alle spalle di Alberto Gualdini e Vincenzo Martorella appariva un’immagine del Bataclan, la sala da concerti parigina diventata, purtroppo, simbolo della cultura colpita, appena poche ore prima, dai feroci attacchi terroristici che hanno devastato la Francia e l’Europa intera.
«Non a caso abbiamo scelto questa immagine – ha detto Alberto Gualdini -. Il nostro programma, sabato 21 novembre, prevede un concerto del Gerardo Iacoucci trio dal titolo “Sous le ciel de Paris”, un omaggio alla canzone francese. Ci siamo chiesti se, dopo quanto accaduto a Parigi, fosse il caso di lasciarlo in cartellone. La risposta è stata affermativa: il nostro sarà un segno di partecipazione e vicinanza nei confronti del popolo francese». E poi: «In questi anni abbiamo sperimentato una serie di collaborazioni molto proficue e solide: mi riferisco al Conservatorio, a cui siamo legati da una convenzione, e la Casa ciociara della cultura, con la quale collaboriamo da oltre un anno».
Ha preso poi la parola Vincenzo Martorella, scrittore, docente, direttore editoriale di Arcana, nonché curatore del programma insieme a Gualdini: «La nostra idea fondamentale è di continuare nel solco degli anni precedenti, ma facendo in modo che si compia un passo in avanti. Noi vogliamo che la Saletta non sia, solo, un palcoscenico essenziale per dare visibilità a quanto c’è di buono nel nostro territorio – nello spettacolo, nella musica, nell’arte – ma, visto che la nostra è una città di Serie A dal punto vista calcistico, vogliamo anche che lo diventi dal punto di vista della produzione e della fruizione culturale. Tutto ruota intorno alle idee: ci piacerebbe che qui venissero artisti, fotografi, scrittori, attori, chiunque abbia delle idee. Non ci interessano spettacoli o performance fini a se stessi: l’esperienza di fruizione qui deve essere diversa, aperta a una narrazione sfaccettata, più interessante. Per far questo ci vogliono tempo, sostegno, sforzi. Per far questo bisogna, usando un’espressione che sentiamo pronunciare spesso, fare rete: è, quindi, importante lavorare con il Conservatorio e la Casa ciociara della cultura. A noi piacerebbe che questa “rete” si allargasse. Più che rete, vorremmo fare “polifonia” con le altre realtà che operano sul territorio».
È poi intervenuto Alberto Giraldi, vicedirettore del “Refice” e responsabile del dipartimento pop, che ha portato i saluti del direttore Raffaele Ramunto e che ha definito la Saletta «un valore aggiunto importantissimo per noi; la Saletta è un luogo bello, elegante e accogliente, dove poter fare musica e far fare musica ai nostri studenti che così hanno la possibilità di uscire fuori dalle mura del Conservatorio».
Arturo Del Giudice e Marcello Carlino (Casa ciociara della cultura) hanno ribadito la necessità della collaborazione tra entità diverse, mentre Gualdini, in chiusura, ha sottolineato come il direttore Ramunto intenda ampliare la partecipazione del Conservatorio in “Culturando alla Saletta” con un calendario dedicato alla musica classica.

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