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Valle del Sacco, al via Contratto di Fiume: alla Pisana audizione delle associazioni

«Fare del fiume Sacco una risorsa per creare sviluppo e lavoro partendo dalla volontà e dalle energie del territorio. A questo servirà il Contratto di Fiume del Sacco che prenderà il via domani 12 novembre con la convocazione congiunta delle commissioni VI (Ambiente) e VIII (Sviluppo). Ad essere ascoltati saranno l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Fabio Refrigeri e le associazioni che da anni si occupano di Valle del Sacco, come Retuvasa, Legambiente, Laboratorio Comune Alta Valle del Sacco, Res Ciociaria, Osservatorio Peppino Impastato, Anpi Colleferro, Terradolce, Pulliano, UGI, Colle Antico Ceccano, Anagni Viva, Comitati Residenti Colleferro, Acqua Pubblica Frosinone e il Coordinamento Sanità Frosinone. L’obiettivo è arrivare entro pochi mesi alla stipula del Contratto, le cui linee guida sono già pronte». Così Daniela Bianchi, consigliere regionale, vicepresidente della Commissione Cultura e componente della Commissione Sviluppo alla Pisana, interviene sulla “Valle del Sacco”.
«Si tratta – ha proseguito Bianchi – di uno strumento innovativo, che permette di decidere dal basso e armonizzare tutte le attività e gli interventi legati al bacino del Sacco: dalla gestione del rischio idrogeologico alle attività di green economy, dalla valorizzazione delle aree naturali e dei borghi alla riconversione di industrie abbandonate».
«Da mesi – spiega il consigliere – lavoriamo gomito a gomito con associazioni e amministrazioni per riscrivere la storia di questa terra con uno strumento già adottato in altre regioni italiane ed europee. Il Contratto di Fiume può rappresentare una risposta concreta al bisogno di cambiamento che la Valle del Sacco aspetta da troppo tempo».
«L’impegno in questi anni è stato massimo – conclude Bianchi -, ma adesso dobbiamo accelerare con il contributo diretto di Comuni, associazioni, aziende e cittadini. Se saremo bravi e i Comuni della Valle giocheranno fino in fondo questa partita, i primi progetti potranno partire entro il  2016, sostenuti anche dalle risorse della programmazione Ue. Con il decisivo supporto del territorio in pochi anni possiamo trasformare una crisi ambientale in una grande occasione di sviluppo».

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