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Cari Nicchi e Messina, il Frosinone merita il rispetto degli arbitri

A nessuno è dato sapere come finirà la stagione del Frosinone. Forse il Leone retrocederà in Serie B o forse conquisterà un’incredibile salvezza. Una certezza, però, già la si ha: alla squadra giallazzurra la classe arbitrale non sta agevolando il cammino, anzi.
Contro la Roma è stata scritta un’altra brutta pagina nel rapporto tra gli arbitri e il Frosinone, che è decisamente in credito con, chiamiamola così, la fortuna. Dal contatto nell’area del Torino tra Dionisi e Moretti alla prima giornata, passando per la “schiacciata” degna del volley di Digne nella sfida d’andata contro i giallorossi, fino ad arrivare, dopo tanti altri episodi, al fuorigioco di Salah sul tiro di Nainggolan che ha impedito a Leali di tuffarsi nei tempi giusti e, soprattutto, a quel gomito di Dzeko allargato nel tentativo di respingere il tiro di Sammarco. Il Frosinone è stato danneggiato e la bella favola del «ma tanto gli episodi arbitrali si compensano nell’arco della stagione» resta solo una delle tante frasi fatte pronunciata da chi – allenatori, dirigenti e calciatori – non deve fare i conti con le continue sviste a loro danno. Nel Frosinone non si compenserà proprio niente, a meno che da qui a fine campionato non ci sia ad ogni partita un episodio dubbio che venga risolto a favore dei giallazzurri.
E’ giunto il momento di dire basta. Gli articoli di stampa su questo andazzo si sono sprecati, ora deve essere la società a farsi sentire alzando la voce. Il presidente dell’Aia Nicchi e il responsabile della Can di Serie A Messina, ma anche i vertici federali, devono capire che il Frosinone merita rispetto. Come le altre diciannove squadre di Serie A, senza favori ma anche senza penalizzazioni. Urlare il proprio disappunto per ciò che si ripete quasi ogni settimana è doveroso. (Gabriele Margani)

Foto di Mirko Morelli

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