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La Serie A è un sogno che va difeso fino all’ultimo. E questo gruppo merita sostegno

E’ tutto finito? Neanche per sogno! Il Frosinone è ferito, ma non è ancora morto. E finché la matematica non condannerà il Leone è dovere di chiunque abbia a cuore i colori giallazzurri sostenere la società, l’allenatore e la squadra. Certo, nessuno ha i paraocchi e nessuno nega che ad oggi sono alte le probabilità che il Frosinone possa tornare in Serie B al termine del campionato, però finché esisterà anche solo una speranza è bene continuare a coltivarla. Anche perché a metà stagione non possono essere tirati i remi in barca e arrendersi senza più combattere.
La Serie A è un bene che andrebbe difeso compiendo anche qualche sforzo economico oltre il consentito. Ma, dal momento che si continuerà ad insistere su questo organico, a questo gruppo bisognerà dare coraggio e sostegno. Se non altro perché lo merita dal punto di vista dei risultati delle due stagioni precedenti e sotto il profilo umano: Crivello, Bertoncini, Daniel e Matteo Ciofani, Soddimo, Gori, Gucher, Paganini, Frara, Blanchard, in ordine sparso e citando alcuni di quelli che erano in campo contro il Lecce nella finale dei play-off di Lega Pro, non meritano di essere lasciati soli. E la foto di Martina Terrinoni che apre questo articolo è relativa proprio alla stagione di due anni fa, non è un caso.
Si retrocederà? E’ possibile, ma in tal caso Frosinone avrà dato una lezione di stile e civiltà a tutta Italia restando al fianco dei propri giocatori. Ma se dovesse verificarsi un nuovo miracolo, questo sarà stato possibile solo grazie al determinante incoraggiamento nei confronti di una squadra in questo momento in difficoltà. E su chi è in difficoltà non si infierisce, piuttosto lo si aiuta a rialzarsi. (Gabriele Margani)

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