Atuttapagina.it

Rosa inadeguata e atteggiamento suicida, società e tecnico facciano di più

Il sogno si sta tramutando in un incubo. Al Matusa è andata in scena l’ennesima umiliazione di una stagione che, se fino a qualche settimana fa sembrava entusiasmante, adesso è diventata quasi del tutto deprimente. Sembra passato un secolo da quel 16 maggio, eppure solo pochi mesi fa la tifoseria era giustamente elettrizzata per questa nuova e storica avventura. Fino ad un certo punto i risultati, almeno nella parte centrale del girone d’andata, non sono stati neppure disprezzabili. Poi, però, la situazione è precipitata e oggi il Frosinone è una squadra che subisce goleade quasi ad ogni partita.
Le vittorie al Matusa avevano forse illuso un po’ tutti sulle concrete possibilità di salvezza del Frosinone. La realtà è un’altra. Purtroppo. L’organico giallazzurro, nel suo complesso, è inadeguato tecnicamente, tatticamente e atleticamente alla Serie A. Senza fare nomi, perché sarebbe ingeneroso verso chi ha portato il Leone fino al massimo campionato, va riconosciuto che calciatori che apparivano straordinari in Lega Pro e che si sono rivelati delle piacevoli e vincenti sorprese in Serie B, in A finiscono per fare brutta figura. Il presidente Stirpe e i direttori Salvini e Giannitti non hanno rinforzato adeguatamente la squadra in estate, non sono stati fatti investimenti economici (a fronte delle pur cospicue entrate dalle televisioni e dalle sponsorizzazioni), non si è intervenuto come la nuova categoria richiedeva. Alcune operazioni concluse la scorsa estate sono state incomprensibili: ad esempio, nessuno aveva notato i chili di troppo di Castillo prima che venisse a Frosinone? E nel mercato di gennaio si sta perseverando in questo immobilismo: l’affare Trotta si è trasformato in affaire Trotta, con una telenovela che ha “sfiancato” anche gli stessi tifosi. Tra l’altro puntare su un altro debuttante, uno che la Serie A non l’ha mai vista, non sembra il modo migliore per cercare di dare una sterzata alla stagione. Servono rinforzi adeguati, non nuove scommesse.
Agli errori della società si è aggiunta la confusione dell’allenatore. Stellone inizia a diventare indecifrabile e da queste pagine lo possiamo dire senza timore di essere accusati di pregiudizio, visto che gli sono stati sempre riconosciuti gli innegabili meriti. Meriti avuti anche in questo campionato, perché proprio in considerazione della pochezza del materiale a disposizione ha compiuto un mezzo miracolo nel conquistare i 15 punti della classifica. Però anche lui sembra andato nel pallone. Il Frosinone appare privo di gioco e di idee, ma soprattutto sono gli esperimenti quelli che lasciano davvero perplessi. Il cambio del portiere, l’avvicendamento ininterrotto dei giocatori, l’ostinazione tattica iniziale diventata adesso eccessiva voglia di assecondare i diktat della società, la scarsa sensibilità nel “fiutare” lo stato di forma dei suoi giocatori. E poi quello spirito da kamikaze di una provinciale con modesti mezzi tecnici che scende in campo come se fosse il miglior Barcellona.
La riconoscenza verso la società e il tecnico non potrebbe consentire di chiamare alla sbarra coloro che hanno portato Frosinone e il Frosinone in Serie A: nessuno vuole processare nessuno. Però da tutte le componenti ci si attende di più d’ora in avanti: il tifoso può anche accettare serenamente la retrocessione, ma le umiliazioni non le merita. (Gabriele Margani)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni