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Basta un raffreddore per mettere in crisi il Frosinone, un errore non tornare sul mercato

L’infortunio di Russo, nel momento più brillante della sua stagione, è giunto come un fulmine a ciel sereno. Il Frosinone sembrava aver trovato una concretezza difensiva anche grazie al ritorno del centrale napoletano. Va, però, detto che in quella zona del campo quella che era diventata la prima alternativa, Ajeti, offre ampie garanzie in termini di rendimento.
Dove, invece, la rosa del Frosinone appare “corta” – ma lo si sapeva già da tempo – è nel parco attaccanti. Ancor più preoccupante dell’infortunio di Russo, a ormai quarantotto ore dalla sfida con la Lazio, un appuntamento decisivo per il futuro del Leone, è l’influenza che ha colpito in settimana Daniel Ciofani. Nel caso non fosse ancora chiaro, il Frosinone è nelle condizioni di non potersi permettere un raffreddore per uno dei due attaccanti titolari: senza entrare nel merito della qualità delle alternative, basterebbe la quantità delle stesse a far scattare un campanello d’allarme. E a portare la società a correre ai ripari.
Quella casella vuota nella lista dei 25 giocatori utilizzabili in questa seconda parte di stagione andrebbe riempita in fretta, pescando dal mercato degli svincolati. C’è tempo fino al 31 marzo, ma il Frosinone avrebbe bisogno immediatamente di un rinforzo. E di colpi interessanti da mettere a segno ce ne sarebbero.
L’impressione – forse è una certezza – è che oltre alla società anche l’allenatore non abbia voglia di inserire nuovi elementi nella rosa. La salvezza del Frosinone, però, vale molto più degli equilibri di spogliatoio. E un banale raffreddore non può creare un’emergenza nel Frosinone. (Gabriele Margani)

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