Atuttapagina.it

Fermate lo scempio, fermate le motoseghe: a Frosinone le associazioni contro il taglio di alberi

«Fermate lo scempio. Fermate le motoseghe. Salviamo gli alberi perché sono indispensabili a difendere e tutelare la nostra salute e la salubrità dell’aria che respiriamo». E’ il grido d’allarme lanciato da alcune associazioni di Frosinone (Osservatorio Peppino Impastato, Frosinone Bella e Brutta, Salviamo il paesaggio di Frosinone, Cofile, AIPA – Pazienti anticoagulati e cardiopatici di Frosinone, AUT Frosinone, Oltre l’Occidente, Confederazione COBAS e Comitato di lotta per il lavoro) a proposito del taglio degli alberi nel capoluogo su precise delibere dell’amministrazione comunale.
«Non cerchiamo pretesti – proseguono le associazioni -. Gli alberi malati vanno curati con impegno e capacità professionali, ma anche con la volontà politica di conservarli come bene comune inalienabile. Gli alberi a rischio, pericolosi per l’incolumità dei cittadini, vanno messi in sicurezza. I fondi disponibili, circa 10.000 euro, devono essere spesi per salvare gli alberi e non per abbatterli. Gli alberi non sono i nemici di questa città. Basta con la distruzione di alberi e di verde».
«Nel capoluogo, negli ultimi venti anni, la motosega è stata sempre in moto per abbattere gli alberi sulle rive del fiume Cosa, per far posto ai palazzi ed al cemento. I boschi di via Fedele Calvosa e di Colle Cottorino sono stati ridotti al lumicino per amore del cemento – attaccano le nove associazioni -. E dovunque, in ogni quartiere del centro e della periferia, dallo Scalo a via Mastruccia, da viale America Latina a piazza Risorgimento, la motosega ha fatto e continua a farla da padrona, sempre a beneficio della speculazione».
«E’ una vergogna, sia per il sindaco che per la giunta e per il Consiglio comunale, che si rendono complici di simili decisioni, mentre invece ci sono associazioni che per stimolare le amministrazioni si prodigano a posare siepi e piante anti-smog nella città – continua la nota -. Eppure il vicesindaco, sollecitato dalle stesse associazioni, aveva annunciato, tempo fa, di voler piantare 3.000 alberi per abbattere le polveri sottili. Mettere a dimora nuovi alberi, mentre si distruggono quelli esistenti, diventa un gioco al massacro, perché oltretutto si sperpera denaro pubblico e si attenta alla salute dei cittadini. Ma per il vicesindaco e gli assessori, continuamente impegnati a discutere di scambi di poltrone e di avvicendamenti, queste riflessioni sono troppo faticose».

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni