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Giù le mani da Gori, una follia le accuse di razzismo a Mirko

Nel complicato e incontrollabile universo della comunicazione romana – biancoceleste per la precisione – è in queste ore in atto una campagna di linciaggio mediatico nei confronti di un giocatore del Frosinone. Un sito internet, di cui non riportiamo il nome per non far pubblicità gratuitamente, ha pubblicato un video di nove secondi della partita di domenica scorsa tra il Frosinone e la Lazio. Siamo al 16′ del secondo tempo e dopo un’azione di gioco vengono inquadrati dalle telecamere di Mediaset Premium il giallazzurro Gori e il biancoceleste Keita. Il primo dice qualcosa all’avversario e secondo il sito internet di cui sopra si tratterebbe di un insulto di tipo razzista. «Gori del Frosinone sembra dire “scimmia” a Keita: il razzismo fa notizia se è contro la Lazio?», scrive la pagina biancoceleste.
“Sembra dire”. Basta una sensazione per accusare di una cosa così grave un calciatore? Analizzando quei nove secondi, però, le impressioni sono di tutt’altro tipo. Innanzitutto la reazione di Keita. Anzi, la non reazione visto che dopo la parola pronunciata da Gori l’attaccante della Lazio non batte ciglio: se qualcuno lo avesse apostrofato con un insulto tanto offensivo, Keita sarebbe rimasto in silenzio? Non dimentichiamoci che il giocatore spagnolo si è schierato apertamente con il calciatore del Napoli Koulibaly quando quest’ultimo venne preso di mira dai tifosi della Lazio proprio a causa del colore della pelle. Keita sulla sua pagina di Facebook pubblicò una foto mentre era abbracciato al difensore del Napoli e scrisse: «Questo gioco è molto di più che nero bianco o verde! Tanta ammirazione per te amico!». Allora, insomma, la punta della Lazio si schierò contro i suoi stessi sostenitori per qualcosa che lo aveva toccato e adesso, invece, rimarrebbe in silenzio per un presunto insulto razzista di un avversario? Poco credibile.
Poi c’è l’espressione del viso di Gori. E’ disteso, quasi ironico. Azzardiamo: sembra dire un ciociaro «scèm», «scemo». E’ un’ipotesi, ma del resto anche il sito che parla della Lazio ammette che Gori «sembra dire». Non abbiamo la certezza noi, ma non ce l’hanno neanche coloro che stanno accusando il centrocampista del Frosinone.
Infine una considerazione personale. Di Gori a Frosinone molti conoscono l’educazione impartitagli da una famiglia perbene: Mirko è quanto di più lontano possa esserci dallo stereotipo del calciatore viziato, arrogante e maleducato. Viene davvero difficile credere che un ragazzo del genere possa essere un razzista. (Gabriele Margani)

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