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Il 15 febbraio 1944 il bombardamento dell’Abbazia, la pagina più triste della Battaglia di Montecassino

Sono trascorsi 72 anni dal bombardamento dell’Abbazia di Montecassino, l’episodio più tragico e toccante della battaglia che, tra il gennaio e il maggio 1944, vide contrapporsi le forze Alleate e quelle della Wehrmacht durante la campagna d’Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
La battaglia di Montecassino fu caratterizzata, oltre che dai violenti scontri, anche dal discusso bombardamento aereo alleato del secolare monastero benedettino, che distrusse completamente l’abbazia e generò non poche critiche all’operato dei comandi angloamericani, già messo in discussione dai fallimentari attacchi che continuavano a susseguirsi invano contro le tenaci linee difensive tedesche nel settore.
Credendo erroneamente che il monastero fosse occupato dai tedeschi, il 15 febbraio 1944 l’aviazione alleata rase al suolo Montecassino in un bombardamento che durò per tutta la mattinata. In questo bombardamento trovarono la morte numerosi civili che avevano cercato rifugio all’interno dell’abbazia, mentre all’esterno furono uccisi dalle bombe numerosi soldati tedeschi e quaranta soldati della divisione indiana. Inoltre all’operazione, che avrebbe dovuto vedere in azione pochi bombardieri, parteciparono invece più di duecento velivoli per l’intenzione dei Comandi Alleati di approfittare dell’occasione per sperimentare una nuova strategia di bombardamento con mezzi ad alta quota su di un obiettivo puntiforme.

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