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Recuperare il rapporto con il Sacco cambiando mentalità, l’invito parte dall’Europa e arriva a Ceccano

Questa terra deve recuperare il suo rapporto con il fiume Sacco, deve riscoprirne le risorse, la sua funzione, il suo corso, la sua visibilità. Per troppi anni gli abitanti di questa terra lo hanno considerato un grande collettore fognario in cui gettare di tutto: e ancora oggi è pieno di oggetti di casa, resti di automobili e quanto altro testimoni una civiltà che non è tale. Il Fiume Sacco si recupera soltanto se cambia il rapporto della gente con il fiume. Ecco il frutto del lavoro di 50 ragazzi provenienti da sei nazioni europee, riuniti per una settimana al Liceo di Ceccano per l’Erasmus+ “How I met my city: future stories of today’s cities” (Come ho scoperto la mia città, storie future delle città di oggi).
I ragazzi del Lycée Louis de Cormontaigne di Metz (Francia), del Frederikssund Gymnasium (Danimarca), della Otto Hahn Schule di Amburgo (Germania), della Yordan Yovkov Secondary School di Tutrakan (Bulgaria) e dell’IES San Isidro di Talavera de la Reina (Spagna), insieme con i loro compagni del Liceo di Ceccano, hanno lavorato sodo, intervistando la gente, i biologi, i responsabili politici del territorio, tracciando grafici e mappe, confrontando testi e ricerche, ma alla fine hanno capito che il problema è innanzitutto culturale. Se cesseremo di utilizzare il Sacco come una fogna potremo salvarlo.
“How I met my city” proseguirà ora con i lavori a distanza fino alla prossima settimana di lavoro che si terrà in Bulgaria. Venerdì sera gli ospiti europei sono stati salutati da una bellissima festa svoltasi a scuola.

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