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Tre appuntamenti con il Ricordo, la crisi siriana e il jazz: gli eventi a Frosinone di Oltre l’Occidente

Tre appuntamenti con la cultura, la Memoria e la politica internazionale. E’ fitto il programma dell’associazione Oltre l’Occidente, che nei prossimi giorni darà vita a una serie di interessanti eventi.
Si partirà mercoledì 10 febbraio con il Giorno del Ricordo presso la sede di “Oltre l’Occidente”, in largo Paleario a Frosinone, alle 18. Le letture libere di Davide Fischanger, Fabio Fiorletta, Mario Saverio Morsillo e altri porranno l’attenzione sul nazifascismo e sulle foibe per una lettura più attenta e contestuale della storia.
Venerdì 12 febbraio, invece, la giornalista Marinella Correggia ci accompagnerà nella “Crisi siriana: i nuovi protagonisti nello scenario mediorientale”. Nel corso della serata interverranno Adam Abdelaziz, che mostrerà il video “Libia prima e dopo il 2011”, e Luca Troiani, volontario indipendente delle operazioni di soccorso di ritorno dal mar Egeo. L’incontro è in programma alle 17:30 nel salone di rappresentanza della Provincia. Dopo l’iniziativa “Crisi siriana: un conflitto geopolitico” del 20 novembre scorso, la Rete No War di Frosinone ha deciso di dare un seguito alla riflessione con un nuovo incontro dal titolo “Crisi siriana: i nuovi protagonisti dello scenario mediorientale”, per tornare a discutere nuovamente del drammatico conflitto siriano alla luce dei recenti avvenimenti. La vicenda siriana rappresenta, oggi, una vera e propria cartina al tornasole del nuovo assetto geopolitico mondiale che sta progressivamente emergendo. Con l’iniziativa del 20 novembre scorso si è cercato di approfondire, attraverso il contributo di alcuni ospiti, le dinamiche politiche e sociali che hanno trasformato la guerra civile siriana in un conflitto internazionale. Questa volta, invece, l’attenzione sarà rivolta maggiormente ad altri aspetti: il ruolo che alcune nuove potenze regionali, come la Turchia, l’Arabia Saudita e l’Iran, hanno nello scenario bellico siriano; il legame tra l’emergenza migranti e la comparsa di nuovi conflitti nell’area mediorientale. I relatori dell’evento saranno Marinella Correggia, giornalista, collaboratrice di diverse testate tra cui “Il Manifesto”, che ci aiuterà ad analizzare i recenti sviluppi del conflitto siriano, Luca Troiani, volontario indipendente di ritorno dalle missioni di soccorso nel Mar Egeo, che ci racconterà la sua esperienza con i migranti che fuggono dalla guerra, e, infine, Adam Abdelaziz, cittadino sudanese, che presenterà il documentario “Libia, prima e dopo il 2011”. Durante la discussione, quindi, si parlerà anche della questione libica che rischia di essere un pericoloso – e catastrofico – modello di risoluzione delle controversie geopolitiche dell’Occidente.
Sabato 13 febbraio, infine, a partire delle 16, presso l’associazione culturale “Oltre l’Occidente” in Largo Aonio Paleario, si terrà il sesto appuntamento del seminario “Jazz: suoni, ritmi e pulsioni vitali dell’era post-moderna” condotto da Luciano Granieri. Nelle vicende storiche degli Stati Uniti d’America, inerenti gli anni ’40 e ’50, l’humus jazzistico fu estremamente fertile. Nacque l’irriverente, sfavillante e rivoluzionario Bebop nero, ma contestualmente ebbe diffusione uno stile più acculturato, etereo e tranquillo, il Cool, prettamente bianco. Furono i due stili in contrapposizione? Sicuramente nel contesto sociale ed economico dell’America dell’epoca il Cool era genere più accomodante e appetibile per il musical business: altro che le scalmanate sortite di quei “pazzi” del Bebop, ribelli e per di più neri. Ma fra i musicisti? Vi fu contrasto tra Lee Konitz e Charlie Parker, tra Thelonius Monk e Lennie Tristano?

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