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E’ ormai una costante: quando l’episodio arbitrale è dubbio, si decide a sfavore del Frosinone

Ancora un caso da moviola che riguarda il Frosinone. E ancora una volta la decisione del direttore di gara non è andata incontro alla squadra giallazzurra. Il tema ricorrente di questa stagione, la prima in Serie A del Leone, è il susseguirsi di sviste arbitrali.
Andiamo con ordine e precisiamo che quella di ieri non è stata neppure la giornata peggiore per il Frosinone sotto questo punto di vista. E’ inconfutabile, però, un dato: quando il direttore di gara deve prendere una decisione, finisce sempre per optare per la soluzione non favorevole ai giallazzurri. L’ultimo episodio è stato quello di ieri poco dopo il quarto d’ora di gioco. E per ricostruire l’azione utilizziamo le parole de La Gazzetta dello Sport – che non ci sembra abbia sede in Ciociaria e possa essere accusata di faziosità – nella consueta moviola della giornata: «Duello tra Gonzalo e Daniel Ciofani, dopo un dribbling l’attaccante anticipa il difensore che lo prende sul piede». Anche per la Rosea è calcio di rigore. Ad essere onesti va ammesso che più di qualche dubbio l’ha lasciato anche il successivo contatto tra Blanchard e Kalinic nell’area del Frosinone, ma il primo episodio si è verificato nei minuti iniziali e se il direttore di gara Valeri avesse concesso il penalty, forse adesso staremmo a parlare di una partita con un risultato diverso.
Ecco la costante di questa stagione. Dall’azione che ha visto protagonisti Dionisi e Moretti nell’area del Torino alla prima giornata, passando per la “schiacciata” di Digne contro la Roma alla terza giornata e via via fino ad oggi, sono stati numerosi gli episodi dubbi. Tutti fischiati, o non fischiati, a sfavore del Frosinone. Se il Leone dovrà tornare in Serie B, è giusto che lo faccia per propri demeriti e non per incapacità arbitrali. I casi iniziano ad essere tanti e il rischio di danneggiare i sacrifici della società e il lavoro della squadra è elevatissimo. (Gabriele Margani)

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