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La differenza tra Frosinone e Palermo è tutta nei presidenti. E a Stellone chiediamo scusa

Walter Novellino è il sesto tecnico stagionale del Palermo, il settimo considerando il “Iachini bis” delle ultime settimane. Nello stesso periodo il Frosinone ha avuto un solo allenatore, Roberto Stellone, che era lo stesso dell’anno passato, di quello precedente e di quello prima ancora. A proposito, facciamo mea culpa per aver – lo scorso gennaio – frettolosamente ritenuta conclusa l’esperienza del tecnico giallazzurro: Stellone merita delle scuse da parte di molti, noi siamo i primi a chiederle.
Nelle ultime quattro stagioni, contando anche quella attuale, il Frosinone ha avuto un solo tecnico; il Palermo nello stesso periodo ne ha avuti dieci: Sannino, Gasperini, Malesani, Gattuso, Iachini, Ballardini, Viviani, Bosi, Tedesco e appunto Novellino. Non che nel Frosinone in questi quattro anni non ci siano stati momenti difficili: a differenza del Palermo, però, si è scelta la continuità. E i risultati hanno pagato e stanno pagando.
Quella differenza con il Palermo è tutta nei rispettivi presidenti: Maurizio Stirpe da una parte e Maurizio Zamparini dall’altra. In Sicilia c’è un “padre padrone” che si sente in diritto – lo ha affermato lo stesso Zamparini – di criticare aspramente il lavoro del proprio allenatore perché è lui a cacciare i soldi. In Ciociaria, invece, c’è Stirpe che entra in punta di piedi sulle questioni tecniche e che ama la programmazione. I rosanero hanno un presidente che deride le squadre avversarie («Il Frosinone ha giocatori di Serie B»); i giallazzurri hanno un massimo dirigente che risponde con educazione a qualsiasi provocazione: basti ricordare l’eleganza con la quale Stirpe reagì alle frasi di Lotito di un anno fa.
L’irruenza di Zamparini contro l’equilibrio di Stirpe. I due presidenti sono accomunati dallo stesso nome, ma hanno idee diametralmente opposte sulla gestione di una società di calcio. E se oggi il “piccolo” Frosinone ha messo le zampe sul più blasonato Palermo, la differenza si vede. (Gabriele Margani)

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