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Leggere il silenzio, a Sora presentazione del libro di Antonio Rinaldi su un diverso approccio all’autismo

Sabato 2 aprile alle 17, in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, Antonio Rinaldi presenta “Leggere il silenzio. Lavorare con i bambini autistici” (Edizioni Psiconline) presso la libreria Bibliotè in via Lucio Gallo a Sora.
Antonio Rinaldi, psicologo clinico e fondatore del metodo A.T.D.R.A., portatore di una nuova visione dell’autismo, partirà dal libro per raccontare la filosofia con la quale da anni conduce il lavoro con le famiglie.
Per l’occasione verrà descritto l’approccio terapeutico in questione e verranno proiettate alcune immagini della Surf-Therapy “Surfing Voice”, per il quale Rinaldi ha avuto riconoscimento anche in ambito internazionale, dove bambini e genitori cavalcano le onde su una tavola da surf, narrate direttamente dalle voci delle mamme e dei papà.
L’autismo negli ultimi anni sembra diffondersi in maniera iperbolica e con esso la correlata ricerca eziologica e di intervento.
Un’opportunità di riflessione, dall’analisi della stessa definizione di disturbo “pervasivo dello sviluppo”, passando per il concetto di diagnosi e di intervento, su un modo di essere, di “funzionare” tipico dello spettro certificato, atipico rispetto alla norma, tanto affrontato nella letteratura scientifica quanto dal pensiero comune dei libri e delle pellicole, ma forse non così diverso da una componente di ognuno di noi.
Riconoscere per curare è il motto per poter intervenire con un bambino affetto da autismo, riuscire empaticamente a comprendere e scorgere un potenziale per lo più celato, per alimentarlo e coltivarlo, proponendo attività motivanti e diffondendo consapevolezza tra chi vive o lavora con il piccolo, primi tra tutti i genitori incatenati ed imprigionati dalla visione diagnostica del proprio figlio e per questo poco speranzosi e fiduciosi di ogni suo poter divenire.
Un libro sul sentire umano ma dagli spunti pratici su come poter insegnare nell’autismo, per come approcciarsi a lui, indipendentemente dall’attività o dal contesto contingente, solo riflettendo sul suo peculiare modo di leggere il mondo, gli altri, se stesso, nel silenzio.

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