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Quel giorno in cui Chinaglia passò al Frosinone

Questo è il racconto di quella volta in cui il Frosinone divenne il protagonista dei versi iniziali di una delle canzoni italiane più famose degli anni ’70, trasformatasi col tempo in un evergreen per gli amanti della musica.
E’ il 1976 e il Frosinone vive stagioni anonime nel campionato di Serie D. E’ lo stesso anno dell’addio di Giorgio Chinaglia alla Lazio: l’attaccante biancoceleste viene attirato dalle lusinghe economiche del campionato americano, dove già giocano fuoriclasse come Pelè e Beckenbauer. Nella prima metà degli anni ’70 Chinaglia è il miglior giocatore nel suo ruolo della Serie A: a suon di gol Long John diventa il centravanti più forte di quel periodo. Ma in Chinaglia non ci sono solo talento e potenza fisica. Sono il suo carattere spigoloso e qualche episodio sopra le righe a farne un personaggio carismatico.
Quello è pure il periodo nel quale sta emergendo un cantautore crotonese – ma trapiantato a Roma – dal talento musicale pari a quello calcistico di Chinaglia. Si chiama Rino Gaetano e si fa largo nel mondo della discografia attraverso l’ironia, l’originalità dei testi e la stravaganza del suo modo di proporsi al pubblico. Proprio in quel 1976 pubblica il suo secondo album, dal titolo “Mio fratello è figlio unico”. Il brano principale è quello che dà il nome al disco. A scriverlo è lo stesso Rino, che irride coloro che non hanno fantasia e potere di immaginazione. All’inizio della seconda strofa Rino Gaetano canta: «Mio fratello è figlio unico perché è convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone».
Si tratta ovviamente di una provocazione: è evidente che il centravanti non avrebbe mai potuto indossare la maglia di una squadra della quarta serie italiana con l’ingaggio dei New York Cosmos che lo aspettava da lì a qualche settimana. Quel solo verso, però, è bastato a rendere il brano del cantautore un cult per i tifosi del Frosinone e Chinaglia un sogno di calciomercato… solo sfiorato. (Gabriele Margani)

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