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Vicenda Acea, sette sindaci della provincia contro la Segreteria tecnica operativa

Per i sindaci Roberto Caligiore (Ceccano), Filippo Capogna (Arnara), Piero Fabrizi (Boville Ernica), Anselmo Rotondo (Pontecorvo), Giovanni Vincenzi (Strangolagalli), Alessandro Foglietta (Supino) e Alessia Savo (Torrice) è ora di convocare una nuova Assemblea dei Sindaci «in ragione delle riscontrate carenze manifestate dall’Ente d’Ambito» nel quadro dell’approvazione delle nuove tariffe che porteranno Acea Ato5 ad intascare, per il periodo 2012-2015, oltre 53 milioni di euro. Soldi che avrebbero dovuto essere computati «sulla base di meccanismi tariffari che richiedono la massima attenzione nella raccolta ed elaborazione dei dati». Attenzione che, invece, per il gruppo dei sindaci non ci sarebbe stata e per questo hanno congiuntamente inviato via pec al presidente dell’Ato5 Lazio Meridionale e al presidente della Provincia, Antonio Pompeo, un’articolata missiva dove hanno messo nero su bianco tutte le incongruenze venute fuori dalla lettura della delibera dell’11 febbraio scorso adottata dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, l’organismo indipendente istituito con il compito di tutelare gli interessi dei consumatori. Interessi che per i sette sindaci della nuova cordata sarebbero stati non doverosamente curati dalla STO (Segreteria tecnica operativa), vista l’inconsistenza del suo operato che proprio l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, che ha funzioni di regolazione e controllo anche in materia di servizi idrici, ha definito in più passaggi carente. Un operato che per i sette sindaci è fortemente discutibile «poiché lacunoso negli elementi di merito necessari alla esaustiva valutazione delle grandezze tecniche ed economiche alla base delle proposte avanzate dal gestore», nella fornitura di documenti recanti «la descrizione del processo di validazione compiuto in ordine ai dati e alle assunzioni utilizzate dal gestore nell’elaborare i documenti richiesti», nei ritardi nella «trasmissione dello specifico schema regolatorio», nella redazione di «precisazioni sintetiche» e «senza esprimere quindi alcuna valutazione su taluni aspetti evidenziati dal medesimo gestore». Criticità, dunque, pesanti sulle quali Caligiore e gli altri sei sindaci intendono vederci chiaro, invitando allo stesso tempo altri primi cittadini del territorio a fare squadra di fronte a quella che definiscono «una protratta inerzia dell’Ente d’Ambito», le cui carenze, in quello che ritengono «un quadro assolutamente preoccupante», finiranno per «produrre effetti immediati e diretti sulle tariffe applicate dal gestore». Davanti a questa situazione evidenziata dalla stessa Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, per i sette primi cittadini è più che mai indispensabile e «non certo rinviabile una convocazione urgente dell’Assemblea dei Sindaci al fine di verificare gli atti di competenza della STO» e «adottare ogni decisione» per garantirne il corretto funzionamento.

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