Atuttapagina.it

A testa alta verso il proprio destino, applausi al piccolo ma combattivo Frosinone

Sarebbe bello se nelle ultime tre partite della stagione il Frosinone conquistasse sette o magari addirittura nove punti e contemporaneamente il Carpi e il Palermo facessero molto peggio. Sarebbe bello se quelle lacrime di tristezza versate domenica scorsa si trasformassero tra qualche settimana in lacrime di gioia. Ma, purtroppo, non andrà così. Il Frosinone ha troppo svantaggio dalla zona salvezza e davanti a sé ha avversari troppo forti per poter pensare che vada diversamente da una retrocessione.
L’esito del campionato, però, non dovrà essere un motivo di rammarico. O meglio, a prevalere non dovrà essere la delusione per un ritorno in Serie B. Gli unici sentimenti che dovranno albergare nei cuori dei giocatori e dei tifosi, invece, sono l’orgoglio e la fierezza di aver dato tutto, di aver combattuto a testa alta con armi impari rispetto agli avversari e spesso anche rispetto agli arbitri.
E’ bene ricordare che le ultime tre formazioni schierate da Stellone contro il Verona, il Chievo e il Palermo presentavano sette calciatori “reduci” dalla Lega Pro, che poi non sono stati neanche gli stessi tra una partita e l’altra. Il piccolo ma combattivo Frosinone, insomma, ha lottato contro i giganti. E anche se dal campo è uscito battuto, in realtà ha comunque vinto la sua battaglia. Ha dimostrato che non contano i milioni delle tv e degli sponsor, i favori arbitrali o l’attenzione mediatica per fare una bella figura in Serie A. Contano, invece, la determinazione, la professionalità, i valori morali, la passione e il sacrificio: ecco perché non bisogna essere tristi per l’imminente matematica retrocessione del Frosinone. Il Leone ha comunque raggiunto il suo obiettivo. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni