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Applausi a una squadra che ha lottato con onore, dal Matusa una commovente lezione di sport

Alzi la mano chi non ha provato i brividi nel vedere quella scena. La squadra abbracciata nei pressi dell’area di rigore e in Curva Nord i tifosi a incoraggiare, applaudire, ringraziare un gruppo che ce l’ha messa tutta e che sta per abbandonare la Serie A – magari solo provvisoriamente – a testa altissima.
Al Matusa oggi è andata in scena una vera e propria lezione di sport. Il mondo pallonaro è di solito abituato a insulti e minacce nei confronti di chi retrocede, ma non qui a Frosinone. Non qui dove una squadra ha tentato di tutto per conservare la categoria. Un gruppo di grandissimi uomini, prima ancora che validi calciatori, ha onorato la maglia, la società e la piazza intera, spendendosi fino all’ultimo contro avversari tecnicamente superiori. Quella che a detta di molti era la formazione più debole della Serie A ha lottato fino alla fine, permettendo ai propri tifosi di sognare un obiettivo, quello della salvezza, che sarebbe stato anche più grande rispetto alla promozione della passata stagione.
Le lacrime in campo e quelle sugli spalti sono state la giusta conclusione di un campionato giocato al massimo delle proprie possibilità. Certo, sarebbe stato bello se quelle lacrime fossero state di gioia, ma va bene anche così. Perché il Frosinone comunque ha vinto. Perché non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta. E allora tutti in piedi per questo Leone. (Gabriele Margani)

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