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Casaleno, Stirpe avvisa: “Non vogliamo creare ansia, ma ci sono rischi sul cronoprogramma”

«Non siamo qui per tirare indietro la gamba, né per mettere ansia a qualcuno. Siamo qui per essere d’aiuto alla risoluzione dei problemi del Comune. Ogni 45 giorni terremo una conferenza stampa per ragguagliare sui lavori dello stadio. Non vogliamo prendere in giro nessuno. Ci sono dei rischi potenziali che se non risolti potrebbero portare a un punto di non ritorno circa la data del termine dei lavori». Sono le parole del presidente del Frosinone Maurizio Stirpe nella conferenza stampa organizzata a proposito della realizzazione del nuovo impianto del Frosinone.
Il patron giallazzurro, accompagnato dal direttore generale Ernesto Salvini e dall’avvocato Aldo Ceci, legale della società, ha fatto il punto della situazione e non ha fatto mistero sulle difficoltà di natura tecnica e burocratica.
«Se non c’è da parte del Comune una chiarezza progettuale sulla tribuna centrale, noi non siamo in condizione di andare avanti», ha spiegato proprio l’avvocato Ceci. «Ci sono dei passaggi sia di natura burocratica che di natura tecnica che ci impediscono di stilare un cronoprogramma. La nostra macchina è pronta, quando ci sarà il semaforo verde partiremo», ha aggiunto il legale del Frosinone.
Poi la parola è passata di nuovo a Stirpe: «Abbiamo detto che nel momento in cui saremmo entrati nel cantiere, avremmo completato le opere in quattro mesi. Faremo di tutto e di più per rispettare il termine del 20 agosto». Ma non mancano scenari “inquietanti”. «Mettiamo anche in conto di iniziare la prima parte del prossimo campionato in un altro stadio, che potrebbe essere quello di Pescara. Questo se dovessimo restare in Serie A, in caso di retrocessione invece il Matusa avrebbe l’agibilità», ha avvertito Stirpe.

Casaleno

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