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Crisi economica e finanziaria, se ne è parlato al Rotary Club Frosinone

Il tema della crisi, con le sue ricadute nella vita quotidiana, è diventato purtroppo familiare per ognuno di noi. Di “Crisi economica e finanziaria e nuove forme di tutela del risparmio” si è parlato nei giorni scorsi dinanzi all’attenta platea del Rotary Club Frosinone, presieduto da Valter Tersigni. Relatore Pierfrancesco Bartolomucci, professore aggregato di “Regolamentazione del mercato e tutela del consumatore” presso l’Università degli studi di Napoli “Parthenope” (Dipartimento di studi aziendali e quantitativi).
«Il rischio di crisi sistemiche è molto più forte rispetto al passato – ha spiegato il professor Bartolomucci -. Questo genera due conseguenze: la prima, il blocco del mercato interbancario, la cosa più grave che si possa immaginare in una moderna economia di mercato. Tradizionalmente le banche, come ho ricordato nell’incontro dell’associazione “Marco Tullio Cicerone” mutuando parole non mie, sono imprenditori con i soldi degli altri, servono a erogare credito ma anche a reciprocamente compensare le poste attive e passive che la banca ha nei confronti dell’altra. Perché si è generata la crisi del 2008? Perché questo sistema bancario ha cominciato a scricchiolare, perché le banche hanno cominciato a non fidarsi più l’una dell’altra. Sapere che nel patrimonio bancario potessero essere allocati prodotti spazzatura ha fatto diminuire la fiducia tra colleghi e la classica operazione delle reciproche compensazioni non ha più funzionato. Ecco l’intervento della mano pubblica nel risanamento delle banche da cosa è stato stimolato. Era chiaro che la banca, così facendo, venisse meno alla sua precipua funzione. Il secondo rischio era legato al fatto che le banche, incamerando un numero sempre più alto di prodotti “tossici”, rischiavano di non essere più in grado di ricollocarli perché senza acquirenti. Proviamo a capire come si è cercato di risolvere tutto ciò. Io intravedo una contraddizione in termini. Da un lato l’Europa costringe le banche a sempre più stringenti obblighi di governance che tengano separato il bilancio da tutte le misure di investimento. Dall’altra parte l’unica soluzione è la politica monetaria che consente l’abbassamento di interesse. Nella misura in cui costa poco accedere al denaro la banca ha tutto l’interesse a ricominciare a investire in quel settore che ha determinato l’assetto in cui siamo adesso. In questa partita manca un altro attore, la politica. Il governo delle crisi non può essere affidato ai banchieri centrali. Questo genera un rischio enorme giocato su piani paralleli che vanno in contrasto l’uno con l’altro. I consumatori in tutto questo che ruolo svolgono?». (Ilaria Ferri – Ufficio Stampa Rotary Club Frosinone)

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