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Il comitato Possibile di Frosinone: “Consentire il diritto di decidere liberamente la propria maternità”

«E’ inaccettabile e molto preoccupante il perpetuarsi di una situazione di sostanziale mancanza di applicazione della legge 194 nel nostro territorio. Già a novembre del 2014 era emerso il tema dell’interruzione di gravidanza e della quasi totalità dei medici obiettori di coscienza e di fronte a ciò pensavamo che si fosse provato ad intervenire. Appare evidente ad oggi che gli interventi, se effettuati, siano stati tutt’altro che sufficienti per arginare il problema, visto che se da un lato va riconosciuto che da un solo medico non obiettore di coscienza si è passati a 26 su 180, dall’altro le interruzioni sono drasticamente calate a 61 e circa 400 donne hanno dichiarato di essere dovute andare fuori provincia per veder applicata la legge». Lo affermano in una nota Gianmarco Capogna e Anna Rosa Frate, membri di Possibile di Frosinone, in merito ai dati riguardanti le interruzioni di gravidanza e i medici obiettori in provincia.
«Esiste il diritto all’obiezione di coscienza per i medici, ma allo stesso tempo bisogna far sì che le donne possano accedere ad una pratica consentita dalla legge. Da tempo, invece, una donna che si trova a Frosinone e che vuole interrompere la gravidanza nell’ambito della 194 si vede costretta ad una vera e propria emigrazione in altre Asl e in altre province per sopperire all’assenza di medici non obiettori di coscienza. I dati pubblicati in queste ore sono allarmanti perché nascondono anche la triste realtà di un ritorno a pratiche di aborto clandestino che mettono a rischio la salute della donna stessa. In virtù di un trend negativo che continua da anni e che sappiamo essere comune anche in altre zone del nostro Paese, chiediamo al Parlamento di approvare quanto prima una legge che assicuri la corretta applicazione della legge prevedendo la presenza per ogni turno di un medico non obiettore», continuano i due esponenti del partito.
Sulla vicenda interviene con una nota anche la deputata di Possibile Beatrice Brignone: «I dati diffusi sulle interruzioni di gravidanza e sulle obiezioni nelle Asl della provincia di Frosinone sono perfettamente in linea con quanto abbiamo denunciato nei mesi scorsi. Ormai ci troviamo di fronte a un’obiezione di sistema e al progressivo smantellamento della legge 194. Assurdo che nella Asl di Frosinone siano solo 26, tra medici e ostetriche, i non obiettori, su un totale di 180. Il 14% del personale non obiettore non può garantire la libertà e la salute delle donne. E’ esattamente per questi motivi che Possibile sta portando avanti la proposta di legge sulla corretta applicazione della 194: l’unico modo per interrompere questa tendenza drammatica che sta costringendo le donne a ricorrere di nuovo a pratiche abortive clandestine o a fare lunghi viaggi per poter interrompere la gravidanza è quello di  garantire che negli ospedali almeno il cinquanta per cento del personale sanitario in servizio non sia obiettore di coscienza. Ormai si tratta di una vera e propria emergenza che non può essere ignorata».

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