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Il Comizio d’amore di Marcello Veneziani all’Italia, appuntamento gratuito a Frosinone

«Ahi serva Italia, di dolore ostello…». Così Dante, nel sesto canto del Purgatorio, esprimeva lo sdegno nel vedere un Paese alla deriva. Qualche secolo più tardi uno stimato giornalista e scrittore come Marcello Veneziani ha deciso di dedicare all’Italia un intero “Comizio d’amore”, che si terrà a Frosinone (Auditorium “Paolo Colapietro”, via Grappelli, Campo Coni) alle 18 di giovedì 21 aprile. L’evento, di tipo culturale e civile, non partitico, è incentrato sulla voglia di essere, diventare e tornare ad essere italiani. Il “Comizio d’amore”, introdotto da Riccardo Mastrangeli, organizzatore della serata, si compone di un monologo che, accompagnato da video, musica e letture, trae spunto dagli scritti e dalle riflessioni dello stesso Veneziani. Si tratta di un grande atto d’amore, quasi disperato, rivolto alla Patria, un racconto con innesti musicali, passi recitati, immagini e riprese cine-televisive, incentrato sul risveglio d’Italia dal torpore depresso dei nostri giorni e che rievoca momenti straordinari della vita del Paese, destinato innanzitutto ai giovani, ai quali si sta togliendo anche la cosa loro più dovuta: il diritto di sognare.
«Voglio bene all’Italia – ha detto Veneziani parlando dell’iniziativa che si terrà nel capoluogo il prossimo 21 aprile, con il patrocinio del Comune di Frosinone – anche se mi fa male vederla così. Voglio bene all’Italia anche se è davvero malata, ma questo è un motivo per amarla di più. La vedo tutt’altro che eterna e possente, la vedo fragile e assente, molto invecchiata; la vedo stanca e spaventata, la maledico, ma è una ragione di più per darle il mio fiato. Perché l’Italia non è solo una Repubblica. L’Italia è mia madre. L’Italia è mio padre. L’Italia è il racconto in cui sono nato. L’Italia è la lingua che parlo, il paesaggio che mi nutre, dove sono i miei morti. L’Italia sono le sue piazze, le sue chiese, le sue opere d’arte, chi la onorò. L’Italia è la sua storia, figlia di due civiltà, romana e cristiana. L’Italia è il mio popolo e non riesco a fare eccezioni, quelli del Nord, quelli del Sud, quelli di destra o di sinistra, i cattolici o i laici. Ho preferenze anch’io, ma non riesco a escludere per partito preso. Non escludo chi parte e nemmeno chi arriva. L’Italia è il ragazzo che va all’estero, l’Italia è l’immigrato che si sente italiano». L’ingresso sarà libero.

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