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Il risultato non ha pagato, ma la società ha avuto il merito di credere in Stellone

C’è un dato che la dice lunga sulla fiducia risposta dalla società nel progetto tecnico perseguito in questa stagione. Tra le ultime sette squadre dell’attuale classifica della Serie A solo il Frosinone non ha cambiato l’allenatore nel corso del campionato. Un avvicendamento in panchina c’è stato nella Sampdoria (Zenga-Montella), nel Bologna (Rossi-Donadoni), nell’Udinese (Colantuono-De Canio), nel Carpi (Castori-Sannino-Castori), nel Palermo (inutile elencare tutti gli allenatori) e nel Verona (Mandorlini-Delneri). Solo il Frosinone ha iniziato con Stellone e finirà con Stellone.
Adesso a qualcuno questo dato può sembrare poco significativo e qualcun altro può perfino non condividerlo, ma è stato un bene che la società abbia sposato il progetto del proprio allenatore e lo abbia difeso fino al termine della stagione. Per quanto a qualcuno Stellone possa non piacere – ma i numeri dicono che è stato ed è il miglior allenatore della storia del Frosinone – solo con lui si poteva avere qualche chance di conquistare la salvezza. Manca la controprova, è vero, ma la capacità di Roberto di tenere insieme un gruppo che lui conosce meglio di chiunque altro poteva fare la differenza. Se tante volte si è elogiato la compattezza dello spogliatoio, il merito è anche se non soprattutto dell’allenatore.
E allora alla società va riconosciuto di aver creduto in un progetto. E quando, quasi certamente, il 15 maggio questo progetto avrà termine, si può esser certi che si cercherà di fare di tutto per iniziarne uno nuovo. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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