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La misura è colma, gli arbitri rispettino il Frosinone. Così si umilia il lavoro di una società seria

Si potrebbe partire da quel contatto nell’area giallazzurra tra Dionisi e Moretti alla prima giornata contro il Torino. Si potrebbe continuare con la “parata” di Digne, sempre nell’area frusinate, nel match contro la Roma. Si potrebbe, ancora, citare tutto l’elenco degli episodi arbitrali che hanno danneggiato il Leone. La lista è lunghissima e i tifosi del Frosinone li ricordano tutti.
Quasi ad ogni settimana, purtroppo, dobbiamo ricordare le sviste dei direttori di gara. “Dobbiamo”, cioè noi, cioè i giornali locali – che Stellone ha riconosciuto abbiano preso una netta posizione sull’argomento – e i sostenitori giallazzurri. “Dobbiamo”, cioè noi qui a Frosinone. Perché altrove se ne fregano di ciò che stanno facendo al Leone, basti aver ascoltato la telecronaca “distratta” di Sky di questa sera.
Sono sempre di più coloro, sempre tra quel “noi”, che iniziano a pensare che in Serie A il Frosinone sia un ospite… sgradito. La dietrologia e il complottismo non sono linee di pensiero sempre condivise, però se si pensa alle parole di irritazione del consigliere federale Lotito pronunciate un anno fa qualche dubbio viene.
Quello che è certo è che qui si sta mettendo a rischio i sacrifici di un presidente serio e l’impegno di un gruppo di calciatori che sta provando in tutti i modi a realizzare quel sogno chiamato salvezza. Senza contare la passione di una piazza calorosa e genuina come quella ciociara, umiliata da tutto ciò che sta accadendo in questa stagione.
Come abbiamo detto più volte su queste pagine, ai vertici dell’Associazione italiana arbitri non si chiedono aiuti ma semplicemente rispetto. Lo si chiede al presidente dell’Aia Nicchi, al responsabile della Can di Serie A Messina e a tutti i direttori di gara. E questo rispetto sarebbe ora che iniziasse a chiederlo pubblicamente anche lo stesso Frosinone. Finora ha toccato l’argomento solo Stellone dopo la partita con il Genoa, è bene che anche la società abbandoni l’aplomb e inizi ad alzare la voce in un calcio dove comanda – è la triste verità – chi urla più forte. (Gabriele Margani)

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