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L’impianto di trattamento rifiuti a Patrica s’ha da fare? Il sindaco Fiordalisio: “Colpa delle precedenti amministrazioni”

Si è tenuta giovedì scorso a Roma, presso la Regione Lazio, una Conferenza di servizi in merito a “Terra Pulita Srl”, che chiede di realizzare, nella zona industriale di Patrica, un impianto di trattamento rifiuti, fanghi industriali, terreni contaminati da bonificare e altri codici CER.
In rappresentanza del Comune di Patrica sono intervenuti il sindaco Lucio Fiordalisio e l’assessore all’Ambiente Tania De Rocchis, che, in sede di conferenza, hanno ribadito la posizione di diniego dell’amministrazione, riaffermando le criticità dell’area industriale, già fortemente gravata da molte problematiche ambientali, e mettendo pertanto agli atti numerose controsservazioni.
«Il procedimento “Terra Pulita” è iniziato nel 2011 con il totale disinteresse delle amministrazioni che ci hanno preceduto – afferma Fiordalisio -. E’ da imputare proprio a loro la responsabilità dell’avanzamento di questa pratica, in quanto la loro indifferenza, aggravata dal tacito consenso e dalla totale assenza alle conferenze di servizi, hanno determinato lo stato attuale dei fatti. Ci troviamo a dover contrastare l’apertura di un sito potenzialmente inquinante, che potrebbe aggravare le già compromesse matrici ambientali, quando ormai siamo nella fase decisionale. Indigna constatare che la fase istruttoria è stata totalmente ignorata da chi ci ha preceduti, amministratori che non hanno tutelato ed informato i propri cittadini su quanto stava accadendo. Questa amministrazione sta dimostrando con forza la propria posizione di contrarietà, facendo sentire la propria voce in tutte le sedi opportune, nelle quali ci presentiamo puntuali e preparati. Tuttavia ci rendiamo conto che l’iter burocratico si trova in uno stato avanzato, avendo ottenuto negli anni passati tutti i pareri favorevoli dagli organi competenti. La conferenza si è conclusa con la nostra richiesta di avere nuovamente i pareri degli Enti preposti, in quanto alcuni espressi ormai da anni e non più rispecchianti l’attuale situazione ambientale del nostro territorio».

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