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Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta… Grazie ragazzi!

Lacrime al Matusa. Il Leone viene sconfitto per 0-2 dal Palermo e oggi dice forse addio alla Serie A: la strada per la salvezza è terribilmente in salita in questo momento, probabilmente troppo irta per il Frosinone. Ma quello che succede all’interno del vecchio ma affascinante stadio di via Marittima è qualcosa che difficilmente verrà dimenticato da chi oggi era presente. Dopo il triplice fischio i tifosi hanno chiamato la squadra sotto la Curva Nord per ringraziarla e applaudirla: il coraggio a questo gruppo non è mancato, già solo per questo i giocatori sono stati degli eroi.
Atmosfera da brividi al Matusa. La Curva Nord dedica un coro a ciascuno dei giocatori durante la fase di riscaldamento. Il tifo giallazzurro cerca di scaldare l’ambiente già prima del fischio d’inizio. Stellone propone Soddimo dal primo minuto: Danilo gioca da esterno sinistro nel tridente d’attacco, con Kragl impiegato da mezzala sinistra per un classico 4-3-3. Nei primi minuti ad avere la meglio è l’agonismo e forse anche la paura di perdere di entrambe le squadre. Dopo mezz’ora non ci sono ancora stati tiri in porta, ma in questa fase è il Palermo a mostrarsi più propositivo. Per rendere l’idea della noia che regna in campo, basti dire che il primo calcio d’angolo della partita arriva solo al 38′ e a batterlo è il Frosinone. Dopo due minuti di recupero l’arbitro Rocchi manda le squadre negli spogliatoi. Il Leone dovrà fare di meglio nel secondo tempo per cercare di vincere e continuare ad inseguire la salvezza.
Ed effettivamente il Frosinone parte con maggiore determinazione nella ripresa. Dopo quattro minuti Pavlovic mette in mezzo un pallone che attraversa tutta l’area del Palermo: sul secondo palo sbuca Paganini il cui colpo di testa spedisce la palla fuori di un soffio. Il Frosinone è partito forte e il Matusa accompagna le azioni dei giallazzurri con un tifo incessante. Al 10′ è Kragl ad impegnare Sorrentino, che respinge coi pugni, con una conclusione di potenza. Ma nel momento migliore del Leone arriva la doccia fredda del vantaggio rosanero. Siamo all’11’ e Rispoli, dopo aver trovato un corridoio sulla fascia destra, serve un cross per la testa di Gilardino che batte Leali in uscita. E’ la rete dello 0-1, giunta proprio quando si stava vedendo un bel Frosinone. Al 24′ Stellone tenta il tutto per tutto mandando in campo Dionisi, ancora non al top dopo l’infortunio, al posto di Pavlovic. Poi entra anche Tonev al posto di Gucher. Mancano dieci minuti e il Frosinone è tutto proiettato in avanti. Ci provano Soddimo e Paganini in rapida successione, Sorrentino si oppone in entrambe le circostanze. E’ un assedio quello del Leone, spinto anche dai suoi tifosi. Ultima mossa di Stellone, che a sei dal termine schiera Longo per Russo. Ma al 47′ è Trajkovski in contropiede a spazzare via i sogni di pareggio e forse anche quelli di salvezza del Frosinone: la rete dello 0-2 scrive la parola “fine” sull’incontro.
Il Leone è battuto e adesso conquistare la permanenza in Serie A diventa una missione quasi impossibile, ma il Matusa vuole comunque ringraziare la squadra per l’impegno messo in questo campionato. Il finale, con i giocatori abbracciati ai piedi della Curva Nord, è da brividi. Questo gruppo meritava la salvezza, ma anche una conclusione del genere sarà da ricordare a lungo. (Gabriele Margani)

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