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Viscolube, Frusone (M5S): “Il ministro riesamini il progetto di messa in sicurezza. Buschini e Pompeo complici del disastro ambientale”

«E’ necessario intervenire subito sulla messa in sicurezza del sito della Viscolube, non possiamo correre il rischio che l’inquinamento dilaghi mettendo in serio pericolo la popolazione. La nota dell’Arpa diramata a febbraio è molto chiara, la barriera idraulica che dovrebbe contenere gli agenti inquinanti non è efficace ed è molto probabile che si possa verificare una preoccupante diffusione della contaminazione all’esterno del sito con grave rischio di inquinamento delle falde acquifere. Per questo motivo ho chiesto attraverso un’interrogazione al ministro dell’Ambiente di intervenire urgentemente e accelerare le procedure di messa in sicurezza del sito». A dichiararlo è il deputato 5 Stelle Luca Frusone, che continua: «E’ da almeno due anni, infatti, che il Ministero dovrebbe riesaminare il progetto di messa in sicurezza del sito, ma finora tutto giace nel totale disinteresse. D’altronde sappiamo quanto poco stia a cuore al Pd e al premier Renzi la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini. Lo vediamo coi nostri occhi quello che stanno facendo al nostro Paese, si preferisce investire nel petrolio, negli inceneritori, nelle discariche piuttosto che investire sulle energie rinnovabili e sulla green economy. Basta vedere cos’ha in cantiere il Pd per la nostra provincia: facendo un rapido excursus si prevede per il territorio di Ferentino l’ennesimo impianto di trattamento rifiuti, per Piedimonte San Germano un gigantesco quanto inutile impianto di compostaggio da 40.000 tonnellate di rifiuti, per Roccasecca l’ampliamento della discarica, per Anagni un possibile impianto di smaltimento di rifiuti al posto dell’ex polveriera, per San Vittore il potenziamento dell’inceneritore. Tutto questo con il beneplacito del Pd, a cominciare dall’assessore all’Ambiente Buschini passando per il presidente della Provincia Pompeo e tutti gli amministratori complici di questo disastro ambientale che si sta perpetrando in modo diabolico sul nostro territorio».
E conclude: «Spero che un giorno non avremo più bisogno di ordinanze che ci vietino di attingere l’acqua dai nostri pozzi per paura che possano essere così inquinati da farci morire di tumore. Fino ad allora impariamo a conoscere i nomi dei responsabili».

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