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Gestione dei rifiuti, 14 associazioni di cittadini all’attacco: “Regione Lazio incapace e poco lungimirante”

«Risulta poco incoraggiante la percentuale di raccolta differenziata raggiunta a Roma Capitale rispetto al fiume di soldi pubblici versati e il dover leggere che molte Province, ben lontane dal raggiungimento della percentuale del 65% di raccolta differenziata, non ipotizzino nemmeno una crescita della percentuale nei prossimi anni (è il caso della Provincia di Latina). Assurdo che in una situazione del genere chi ha dovuto lavorare sulla determina non sia riuscito a ricevere dalla Provincia di Frosinone i dati aggiornati della raccolta differenziata, utilizzando i dati Ispra del 2014. Incapacità o noncuranza?». Lo scrivono in una nota congiunta quattordici associazioni di cittadini: Retuvasa (Associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco), Associazione Raggio Verde, Ugi (Associazione Unione Giovani Indipendenti), Comitato Residenti Colleferro, Arci Montefortino, A.ma (Associazione Mamme Colleferro), Meetup Colleferro 5 stelle, Associazione Diritto alla Salute DAS Onlus, Associazione Culturale Anagni Viva, Artenaonline, Associazione Terra Attiva, Comitato Fermiamo Cupinoro, Comitato Malagrotta e Cittadini Liberi della Valle Galeria.
I comitati e i movimenti ne hanno anche per la Regione Lazio: «Il quadro che ne esce è quello di una gestione pubblica dei rifiuti spesso contraddittoria e poco lungimirante, incapace a guardare al futuro ed ancorata agli ultimi posti della gerarchia dei rifiuti. Eppure la Regione Lazio pare essere quella che tassa di più i propri cittadini. Sarebbe, dunque, auspicabile che almeno una piccola parte dei soldi pubblici riscossi dalla Regione venisse investita per guardare un po’ più avanti e promuovere, ad esempio, nuove strategie di prevenzione e gestione dei rifiuti, magari coinvolgendo anche le associazioni e i cittadini, come prevedono le convenzioni internazionali sottoscritte e rimaste spesso lettera morta, come i programmi ministeriali per la prevenzione dei rifiuti. Un approccio più lungimirante nell’amministrazione della cosa pubblica potrebbe anche portare linfa vitale: nuovi investimenti, nuovi posti di lavoro».

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