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Gli studenti di Scienze pedagogiche dell’Università di Cassino sulle tracce di San Benedetto

Montecassino… sulle orme di San Benedetto. Il corso di studio di “Storia della Cultura Benedettina”, unitamente alla Cappellania dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, nelle persone del professor Filippo Carcione e di Don Benedetto Minchella, hanno organizzato una giornata presso l’Abbazia di Montecassino con i corsisti della Laurea Specialistica in Scienze Pedagogiche.
Ad accoglierli il Priore Don Giuseppe, che, facendo da guida agli studenti, ha illustrato la vita del Santo di Norcia nella Cappella di San Martino di Tours, interna al Monastero: «La vita di San Benedetto non è lontana dal nostro tempo e voi studenti di Pedagogia potete comprendere il valore educante de “La Regola”. Il Santo ha voluto improntare una scuola del Divino Servizio e l’amore che è alla base della vita monastica ed è lo stesso di ogni convivenza umana».
Don Giuseppe ha poi condotto i ragazzi nella cella dove è vissuto il Santo, raccontando la storia straordinaria di questo spazio, risparmiato dalla guerra insieme alla statua e alla tomba di San Benedetto; tutto il resto, invece, fu distrutto dalle bombe sganciate dagli alleati. L’antico ingresso di Montecassino preserva al suo interno un altare e la statua del Santo risalenti al XIV secolo con sottoposta la pietra dei Miracoli, cosiddetta per i Miracoli di San Benedetto. Nel mezzo del chiostro risalente al Settecento, dove Egli morì, vi è la statua del Santo dello scultore Attilio Serra, con i due monaci Placido e Mauro, dono del cancelliere tedesco Adenauer. La chiesa ci accoglie con la porta di arte bizantina dell’XI secolo, con sopraincisi i nomi delle passate dipendenze di Montecassino; all’interno, arte in barocco napoletano del 1600. La cupola è stata dipinta da Pietro Annigoni e risale al 1980, anno successivo al quale dipinse il gigantesco quadro in fondo alla chiesa, raffigurante la gloria di San Benedetto. La tomba, situata nel punto più alto di Montecassino, racchiude le ossa del Santo e della sua sorella gemella Santa Scolastica, anch’essa monaca benedettina. Alle spalle dell’altare si trova il coro ligneo risalente al 1600, gran parte recuperato dai ruderi della guerra, il resto riprodotto da una scuola artigianale fiorentina. La cripta, risalente al XVI secolo, è il luogo dove si trovavano i monaci a pregare il 15 febbraio 1944, giorno della distruzione. Ai primi bombardamenti fuggirono, raggiungendo i sotterranei e si salvarono. In memoria di questo evento Don Giuseppe ha raccontato che «ogni anno, il 15 febbraio, i monaci partendo proprio dalla cripta fanno una processione penitenziale fino al presbiterio intonando l’antifona “Ave Regina del Cielo”, antifona che stavano cantando nel momento in cui furono sganciate le prime bombe dagli alleati».
Oltrepassando la sacrestia si giunge alla cappella delle reliquie dove i monaci appena ordinati scrivono la cosiddetta petitio. In questa cappella, tra le altre, è conservato il radio della mano destra di San Benedetto, mano con cui Egli ha scritto “La Regola”. Dopo il momento di preghiera dell’ora “Sesta”, gli studenti del corso di Laurea in Scienze Pedagogiche hanno potuto salutare e scambiare qualche parola con l’Abate Dom Donato Ogliari. Le ultime foto ricordo ed alcuni selfie hanno concluso una giornata indimenticabile per i discenti dell’ateneo di Cassino. (Gianni Coratti)

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