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I docenti dell’Istituto Agrario di Frosinone scrivono a Pompeo: “Lavoriamo in spazi angusti, promesse non mantenute”

L’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Angeloni” di Frosinone, indirizzo Agrario, nei giorni scorsi ha inviato una lettera al presidente dell’amministrazione provinciale Antonio Pompeo al fine di ottenere risposte per quanto concerne la struttura di via Armando Fabi. Questo il contenuto integrale della stessa firmata dai docenti dei diversi indirizzi dell’Angeloni:

«I docenti dell’indirizzo Agrario dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Angeloni” di Frosinone si sono riuniti, nei giorni scorsi, in assemblea straordinaria per analizzare la situazione di precarietà in cui sono costretti ad operare da quasi due anni a causa della mancanza di idonei spazi allo svolgimento delle ordinarie attività didattiche. Nel corso dell’assemblea sono state ripercorse le vicende che hanno visto l’Istituto Agrario di Frosinone “espropriato” della sede storica di via Armando Fabi. La realizzazione del nuovo edificio, peraltro già progettato in maniera inadeguata ai bisogni scolastici dell’Istituto (mancanza di spazi laboratoriali, multimediali, sportivi…), ci ha visto costretti a traslocare con entrambe le sezioni (Professionale e Tecnico) presso la sede centrale di viale Roma per tutto il presente anno scolastico, così come già nell’anno precedente avevano dovuto fare alcune classi del Tecnico Agrario. Malgrado le promesse e gli impegni assunti dall’Amministrazione, non si vede una soluzione a breve del problema. Ad oggi, infatti, ci risulta che i lavori di completamento della scuola siano fermi ormai da tempo, al punto da temere che l’Istituto non venga consegnato neanche per l’inizio del prossimo anno scolastico. Vogliamo, pertanto, evidenziare al presidente Pompeo, qualora non ne fosse già al corrente, tutti i disagi che stiamo subendo in questo periodo e che potrebbero essere impossibili da gestire per il futuro:
1. POPOLAZIONE SCOLASTICA DEL PLESSO “ANGELONI”: attualmente, e con difficoltà, abbiamo gestito una popolazione scolastica complessiva superiore alle 800 unità, per cui solo per il fatto che i docenti non sono sempre contemporaneamente presenti per le modalità di articolazione del proprio quadro orario di servizio siamo rientrati, ma per poche unità, nella popolazione prevista nelle autorizzazioni scolastiche, in particolare quella relativa al Certificato di Prevenzione Incendi. L’aumento presunto della popolazione scolastica per il prossimo anno scolastico (sono previste due classi in più dell’indirizzo Agrario) renderà impossibile tale situazione dal punto di vista tecnico-legale, visto che automaticamente decadrà il Certificato di Prevenzione Incendi. Non meno importante da segnalare è che vi sono delle aule che non rispettano il rapporto alunno/mq previsto dalla normativa vigente, del resto non è un plesso nato per accogliere una scuola;
2. EVACUAZIONE DEL PLESSO “ANGELONI”: la prova simulata effettuata nel corso dell’anno scolastico ha messo in evidenza la complessità della gestione di un’evacuazione del plesso vista la presenza di classi ospitate addirittura al sesto piano, aggravata oltretutto dalla totale assenza di un’area di raduno esterna (il parcheggio antistante l’ingresso è sempre stracolmo di automobili) che possa contenere la popolazione scolastica presente quotidianamente nel plesso. La vendita da parte del proprietario dell’immobile di numerosi posti auto perimetrali all’edificio alle varie attività commerciali poste al piano terra non ha fatto altro che aggravare la situazione in atto;
3. IMPOSSIBILITÀ DI IMPLEMENTAZIONE DI PIANI DIDATTICI EFFICACI: i vari indirizzi di studio di natura professionale necessitano obbligatoriamente di attività pratiche di laboratorio con cadenza settimanale. Allo stato attuale la sede di viale Roma si è dovuta privare di numerosi laboratori per poter ospitare il settore Agrario, mentre quest’ultimo ha difficoltà a gestire le attività pratiche curriculari a causa della considerevole distanza dell’azienda agraria, che rappresenta il laboratorio fondamentale dell’indirizzo di studi, dal plesso. Il tempo perso nelle trasferte cittadine rappresenta ore preziose di apprendimento perse dai nostri alunni. Si tratta di un disagio che abbiamo sopportato tutti perché doveva essere limitato nel tempo, ma che sarà impossibile da gestire nel lungo periodo;
4. SISTEMAZIONE DELLE CLASSI: qualora l’amministrazione provinciale avesse pensato allo smembramento dell’indirizzo Agrario in più plessi per risolvere l’affollamento di cui ai punti precedenti, vale la pena ricordare che le attività di laboratorio curriculari rendono impossibile tale soluzione, pena lo snaturamento dell’indirizzo stesso. La consegna del plesso di via Fabi è, pertanto, nodale per la sopravvivenza dell’indirizzo Agrario, pena la perdita di una preziosa realtà scolastica nel comune di Frosinone. I docenti firmatari dichiarano, fin da ora, che in caso di risposte evasive o di circostanza daranno seguito a tutte le forme di protesta previste dalla legge al fine di difendere il diritto ad avere dei posti di lavoro che rispettino la normativa relativa alla sicurezza dei luoghi di lavoro, diritto sancito dalla legge sia per i lavoratori sia, soprattutto, per gli studenti che, giova ricordarlo, sono per la maggior parte minorenni.
Si attendono risposte concrete da parte dell’amministrazione provinciale, finora del tutto disattese».

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