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I tifosi fotosegnalati e il fango su Gori, gli ultimi schiaffi al Frosinone. Adesso la società rompa il silenzio

Si è concluso nel peggiore dei modi il campionato del Frosinone e non certo per colpa… del Frosinone. Una piccola ma orgogliosa piazza ha portato in Serie A tanto entusiasmo, una passione genuina e una maturità che può essere di insegnamento nei confronti di tifoserie più isteriche. E ovviamente ha portato anche una squadra che si è battuta con onore, nonostante l’impresa fosse titanica. Ecco, tutto questo ha offerto il Frosinone al massimo campionato. In cambio cosa ha ricevuto? Ironie da parte di alcuni giornalisti ed opinionisti di testate nazionali, umiliazioni per i ripetuti e gravi errori arbitrali e in coda lo spiacevole episodio della foto-segnalazione dei tifosi giunti a Napoli. Quegli stessi tifosi che solo pochi giorni prima si erano distinti per la commovente civiltà con la quale avevano accolto la retrocessione in Serie B. Ciliegina sulla torta – si fa per dire – il “caso Gori”, con il fango gettato addosso a un ragazzo di 23 anni da moltissimi media che hanno già processato e condannato Mirko. Frosinone ha sopportato fin troppo. Ha mostrato educazione e rispetto, ottenendo in cambio piccoli e grandi soprusi. Ci siamo arrabbiati, ma non siamo mai andati sopra le righe.
Adesso, però, è ora di dire basta. E lo faccia per prima la società, in queste ore chiusasi in un silenzio difficilmente comprensibile. Detto con il dovuto rispetto dei ruoli, perché il presidente Stirpe e il direttore Salvini non alzano la voce per difendere i propri tifosi dopo i fatti di Napoli e per proteggere un proprio tesserato dalle accuse infamanti piovutegli addosso? Non c’è la controprova e nessuno può affermare con certezza che le cose sarebbero andate diversamente se fossero stati sbattuti i pugni sul tavolo in determinate occasioni. Però è certo, questo sì, che l’atteggiamento fin troppo “educato” non ha salvato il Frosinone dalla retrocessione e non ha posto fine ai danni arrecati a squadra e tifoseria. E allora si rompa il silenzio e si urli forte tutto il proprio disgusto: le parole della società avrebbero un peso infinitamente maggiore rispetto a qualsiasi articolo di denuncia. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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